Referendum, suffragio bulgaro a Lampedusa: quasi l’80% dei voti al No

Tra le tante curiosità che, via via che passano le ore, vanno ad arricchire e a particolareggiare un ideale catalogo degli eventi degni di nota che hanno contrappuntato nel segno della straordianarietà e della stravaganza quest’ultima tornata elettorale, non si può non elencare il risultato dello spoglio conseguito nell’isola di Lampedusa, dove si è registrato un vero e proprio suffragio bulgaro a favore del No: una mozione a dir poco vincente, che ha strappato ai suoi abitanti quasi l’80% dei voti. 

Lampedusa, il 78,42% dei voti del referendum va al No

E dire che il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini (Pd), era persino stata a cena con Renzi alla Casa Bianca, ospiti d’eccezione di Barack Obama, scelta appositamente dal premier come testimonial dell’Italia (che conta e che vota in un certo modo) in occasione della recente cena di commiato del presidente americano. Non solo: la prima cittadina dell’isola siciliana era stata indicata da alcuni boatos come una possibile candidata in pectore di Renzi a Governatore in occasione delle prossime elezioni regionali. Insomma, un vero e proprio simbolo dell’italianità modello renziano, la prima cittadina di Lampedusa: isola da lei amministrata che però, appena 24 ore fa, alla prova referendaria ha ceduto alla schiacciante vittoria del No opponendo un netto rifiuto alla proposta di riforma costituzionale voluta al premier, oggi dimissionario. Una rappresentante doc della governance dem dislocata sul campo, insomma, Giusi Nicolini: ma evidentemente, su quel campo – che non era certo uno qualunque, ma quello dell’isola per antonomasia presa d’assalto dagli sbarchi di migranti e profughi – si sono innestate altre necessità, altre convinzioni.

Lampedusa boccia a suon di No la riforma renziana

E non è un caso che sia successo proprio a Lampedusa, il luogo che prima, più e forse anche meglio di altri approdi, si è sobbarcato da subito l’onere dell’accoglienza coatta degli immigrati provenienti da anni da ogni parte del mondo, dando spesso e volentieri esempio di paziente accettazione dei diktat governativi. Eppure ieri, la stessa isola, ha detto No: e non ha retto all’onda d’urto anti-renziana, travolta dalla valanga dei no siglati e rivendicati alle urne. Tanto che domenica nel Comune più a Sud d’Italia e anche d’Europa, quello di Lampedusa e Linosa, il No al Referendum costituzionale ha ottenuto quello che è stato prontamente ribattezzato un «suffragio bulgaro»: il 78,42% dei votanti contro il 21,58% per il Sì. Un risultato sorprendente su cui il sindaco dell’isola Giusi Nicolini dovrà riflettere, e di cui dovrà decodificare il messaggio.