Rai, Gasparri: «Gestita da dilettanti piazzati da Renzi, ora vadano a casa»

In Rai «occorre un cambio profondo». A dirlo è il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, per il quale l’azienda pubblica è «gestita da dilettanti e da personaggi piazzati da Renzi solo per garantirsi il massimo del servilismo». E dunque, aggiunge l’esponente azzurro, «alla vigilia del rinnovo della concessione, la Rai non può non prendere atto del fallimento sia delle norme renziane che dei vertici renziani».

Tornare al rispetto delle regole

Il cambiamento, per Gasparri, deve iniziare «dalle regole, che devono tornare a rispettare i principi costituzionali con la centralità del Parlamento», e proseguire «con le persone, che hanno causato danni gravissimi con violazioni della legge. Fatti di rilevanza penale, atti contestati dall’autorità anticorruzione, mortificazione delle professionalità interne, servilismo dell’informazione, che esclude la maggioranza degli italiani che non la pensano come il presidente del Consiglio dimissionario».

Mazzuca: «È tempo che la Rai archivi il renzismo»

Una riflessione che Gasparri fa prendendo spunto da un articolo «esemplare» scritto dal consigliere di amministrazione Giancarlo Mazzuca. Un articolo che, secondo il senatore di FI, «mette in luce la grave crisi che sta colpendo la Rai». «È tempo che la Rai archivi il suo renzismo», è il titolo dell’intervento in prima pagina su Il Giornale del consigliere Rai, per il quale la campagna elettorale per il referendum ha evidenziato un grave deficit di pluralismo nell’azienda pubblica. Un problema che, per Mazzuca, nelle prossime settimane «resterà assolutamente prioritario», insieme a una serie di «altre, grandi, emergenze»: dal bilancio al tetto degli stipendi, fino appunto al rinnovo della concessione. 

Gasparri: «Il Cda intervenga in tempi rapidi»

«Le parole di Mazzuca – ha commentato Gasparri – sono giustissime e credo che anche la Vigilanza, compatibilmente con il quadro politico e parlamentare, dovrà occuparsi di questa questione, nell’attesa che il piano Verdelli sia buttato nel cassonetto e che sia smantellata una dannosa struttura come quella dell’offerta informativa». «Le dimissioni, opportune anche se tardive, di Merlo devono preparare la strada all’uscita di Verdelli e company. Sono provvedimenti urgenti che – ha ricordato l’esponente azzurro – il Cda può prendere già nelle prossime ore senza attendismi e rinvii». «La presidente, eletta pressoché all’unanimità dal Parlamento, diventa in questo momento la garante di un processo di democrazia e trasparenza di cui la Rai ha urgente bisogno», ha concluso il vicepresidente del Senato.