Rai, di tutto di più: 3000 euro al minuto per il programma a favore del gender

Indottrinamento gender a spese degli italiani. Su Raitre, in prima serata del servizio (dicono) pubblico.  Cinque puntate di Stato Civile, stessa produzione esterna, prodotta – come riporta Dagospia – dalla Panama Film di Francesco Siciliano.  Che è figlio dell’ ex presidente della Rai nonché esponente del Pd. Amico di Monica Cirinnà, sostenitrice accanita dell’ operazione televisiva voluta da Daria Bignardi.

Il “capriccio gender” costa 3000 euro al minuto

Il primo blocco, sei puntate per complessivi 200 minuti, è stato pagato 600mila euro. Tremila euro al minuto, come rivela Dagospia. «Siamo sconcertati». Massimo Gandolfini, promotore del Family Day, non ci sta. Il servizio pubblico fa un affondo in favore dell’ideologia gender. In modo furbo, quasi un blitz strategico. Perché fatto nel momento in cui c’era tanta gente inchiodata alla tv. Gente che ha pagato il canone. In bolletta. «Condanniamo fermamente Raitre», dice Gandolfini. «Nella fascia di maggiore ascolto, ha messo in onda il programma Stato Civile. È stata un’operazione culturale a favore delle unioni omosessuali e dell’omogenitorialità. Era priva di contraddittorio e con il sapore di una vera e propria colonizzazione ideologica».

«Non si rispetta la volontà popolare»

«È a tutti ben noto quanto divisivo sia stato il percorso dell’approvazione della legge sulle unioni civili», dice. «Sono state assimilate al matrimonio, imposte con due voti di fiducia, contro la volontà popolare espressa in due Family Day da milioni di persone». Ora bisogna dire no a «chiunque sostiene campagne e azioni culturali e politiche contro il diritto dei bimbi di avere mamma e papà». No anche «a chi vuole colonizzare le menti dei più giovani, equiparando l’unione gay al matrimonio».

«Fermare questo abuso mediatico»

«Il programma, pur non esplicitandola mai – aggiunge – è strumento di quell’ideologia gender, che rende possibile identità di genere variabili e che Papa Francesco ha definito “uno sbaglio della mente umana”. È in atto un indottrinamento ideologico indegno di uno stato democratico, con l’imposizione di una morale di Stato che offende le radici storico-culturali del popolo italiano. Chiediamo quindi ai vertici Rai, alla Commissione Vigilanza, alle forze politiche e ai singoli parlamentari di prendere posizione e di fermare questo abuso mediatico e culturale, dando forma ad una par condicio che preveda un dibattito pubblico in cui si possa far sentire la nostra voce, sempre ignorata ed oscurata, in sfregio ai principi democratici», conclude Gandolfini.