Putin: «Grazie a noi Aleppo è libera. Ora liberiamo la Siria dai terroristi»

Aleppo è libera e l’evacuazione dalla città è cosa fatta, e solo grazie ai russi e non alle Nazioni Unite. «L’evacuazione di Aleppo è stata l’azione umanitaria più importante dell’èra moderna». Così Vladimir Putin in conferenza stampa. Putin ha inoltre sottolineato che i presidenti di Turchia e Iran hanno avuto un ruolo prioritario nella liberazione di Aleppo e che questo formato è «aperto ad altre nazioni». Il passaggio suggestivo «è estendere la tregua a tutto il Paese». L’operazione per il ritiro dei miliziani da Aleppo è finita e sono state create le condizioni per l’inizio delle trattative per la tregua totale in Siria: lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu in un incontro con Putin registrato e mandato in onda sulla tv di Stato pochi minuti prima della diretta della conferenza stampa annuale del presidente russo. «L’operazione – ha dichiarato Shoigu – si è svolta su suo ordine in stretto contatto con i colleghi turchi e iraniani. Adesso deve iniziare la seconda tappa. Secondo me – ha aggiunto il ministro – siamo vicinissimi a ottenere un accordo sul cessate il fuoco totale sul territorio siriano». Si è poi appreso che «per mantenere l’ordine nei quartieri liberati di Aleppo giovedì sera è stato schierato un battaglione di polizia militare»: lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo in un incontro con Putin registrato e mandato in onda sulla tv di Stato pochi minuti prima della diretta della conferenza stampa annuale del presidente russo. Non è chiaro se il battaglione di polizia militare in questione sia russo o siriano.

Putin: incontrerò Trump molto volentieri

Intanto artificieri dell’esercito siriano hanno iniziato a bonificare i quartieri di Aleppo rimasti fino a pochi giorni fa in mano ai ribelli. Lo riferisce la tv di Stato siriana, precisando che i combattenti hanno lasciato esplosivi e trappole-bomba che gli artificieri stanno ora neutralizzando. Il corrispondente da Aleppo ha riferito che i tecnici dell’esercito sono entrati nei quartieri di Ansari, Sukkari e Amiriyeh, iniziando a lavorare sulle strade principali, così da poterle riaprire. Il governo di Damasco ha ripreso il pieno controllo della città ieri, dopo quattro anni e dopo che pullman hanno portato via i civili e gli ultimi ribelli presenti ad Aleppo. Sul fronte internazionale, Putin si dice pronto a visitare gli Usa su invito del presidente eletto americano Donald Trump. «Se Trump mi inviterà a visitare gli Stati Uniti – ha detto il leader del Cremlino dopo la sua conferenza annuale durata quasi quattro ore – andrò di sicuro». Poco prima, Putin aveva detto che un incontro con Trump è possibile dopo che questi avrà messo in piedi il suo governo e ha sottolineato che le attuali relazioni tra Russia e Usa «non possono essere peggiori» e che quindi incontrando Trump potrebbe discutere con lui di come migliorarle. Putin poi ha commentato la promessa del presidente eletto americano  Trump di potenziare le forze nucleari degli Usa: secondo il leader del Cremlino, nelle parole di Trump «non c’è nulla di inusuale» e queste dichiarazioni del repubblicano sono in linea con le sue promesse elettorali.