Presidio antifascista: 50 “compagni” denunciati dopo gli scontri di Pavia (video)

Cinquanta partecipanti al presidio antifascista dello scorso 5 novembre a Pavia, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata e resistenza. A darne notizia è il quotidiano locale La Provincia pavese. Il sit-in degenerato in scontri era stato organizzato dall’Anpi e dalla rete antifascista di Pavia in risposta al corteo (autorizzato invece dalla Prefettura e dalla Questura di Pavia) di gruppi dell’estrema destra per ricordare Emanuele Zilli, esponente missino morto negli anni ’70. Zilli, giovanissimo padre di famiglia di soli 25 anni, fu ammazzato in strada il 5 novembre 1973 (l’assassinio venne in un primo tempo attribuito a un “incidente”. Un’altra brutta storia, quella di Emanuele Zilli, quasi dimenticata nella lunga scia di morti negli anni di piombo.

Pavia, cinquanta denunce tra gli antifà

Nel corso della manifestazione per la quale sono scattate le denunce ai 50 “compagni” tre rappresentanti della rete antifascista erano rimasti lievemente feriti in scontri con la polizia. In base alle foto scattate durante la manifestazione, la Questura ha identificato cinquanta partecipanti, i cui nominativi sono stati trasmessi all’ufficio di Mario Venditti, procuratore aggiunto. Nell’elenco non figura il nome del sindaco Massimo Depaoli, che era intervenuto per alcuni minuti al sit-in dell’Anpi e della rete antifascista anche per invitare i partecipanti a non entrare in contatto con i manifestanti di destra in corteo per ricordare l’assassinio di Zilli.

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