Il Pd vuole il Mattarellum. Ma Forza Italia frena: «Non decidete solo voi»

Chissà se il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda aveva messo nel conto reazioni tanto pepate alla sua intervista su RepubblicaCerto, il fatto che tante voci, tutte di Forza Italia, si siano levate contro di lui è ascrivibile al periodo natalizio. Da sempre le festività tendono ad ingigantire quelle poche voci disposte a rompere la pausa delle dichiarazioni. E quella di Zanda non ha fatto eccezione. Ma che cosa aveva detto a Repubblica il capogruppo del Pd da suscitare tanto clamore? Nulla, in realtà, che non fosse noto, e cioè che il governo Gentiloni «ha davanti un tempo limitato», che sulla legge elettorale  «bisogna fermare la tentazione» di un ritorno al proporzionale e, soprattutto, che sull’argomento «prima si comincia il confronto in Parlamento e meglio è». Come dire: Gentiloni esiste solo per portarci alle urne e il Mattarellum è la migliore legge elettorale possibile. Che poi è quello che Renzi pensa e dice in privato.

Gasparri contro Zanda: «Attendiamo la Consulta»

Zanda è tuttavia parlamentare fin troppo esperto per non sapere che quando c’è da mettere mano alla legge elettorale guardando al calendario rischia di rivelarsi controproducente. «La legge elettorale deve essere concordata tra le principali forze politiche», rintuzza infatti Maurizio Gasparri che propone una road map il cui punto di partenza è, diversamente da quanto ipotizzato da Zanda, la sentenza della Consulta: «Attendiamola e poi diamo luogo a un confronto che punti a una sintesi alta. Del resto – ricorda – dal Quirinale c’è chi guarda con occhi esperti svolgendo una funzione di arbitro che impedirà errori e prepotenze che il Pd ha pagato caramente sul campo». Esattamente come Gasparri la pensa Renato Schifani, che ha buon gioco a ricordare a Zanda che con l’irruzione del M5S sulla scena politica i poli sono ormai tre. Il Mattarellum – ragiona l’ex-presidente del Senato – «non sarebbe in grado di garantire» quel mix di rappresentatività e governabilità utile ad «isolare la deriva di quel grillismo che sta dimostrando in maniera lampante a Roma di non avere una classe dirigente capace di governare». Le parole di Zanda non convincono nenche la portavoce di Forza Italia, Deborah Bergamini: «La nettissima sconfitta del Pd al referendum costituzionale non sembra purtroppo aver indotto i democratici a più miti consigli. Credono di avere ancora la golden share anche sulla riforma della legge elettorale, ma si sbagliano di grosso».

Il Pd: «Il Mattarellum garantisce stabilità»

A difesa di Zanda si muovono solo le seconde schiere, a conferma che il potere di Renzi nel Pd comincia a subire qualche smottamento. Così tocca al senatore Cesare Mirabelli assumere la difesa del suo capogruppo: «Suggerisco a Schifani, Bergamini & co di non agitarsi troppo», esordisce Mirabelli, per poi gettare acqua sul fuoco: «Non è stato detto nulla di nuovo, il Mattarellum – spiega – assicura stabilità di governo al Paese, il proporzionale no. Si tratta, al momento, del sistema più affidabile per questo il Pd ha messo in campo tale proposta anche in Parlamento, luogo ovviamente deputato a definire una nuova legge elettorale».