Troppo ottimismo sul Mps. La Bce: «Si proceda con estrema cautela»

La settimana in Borsa comincia nel segno del Monte Paschi di Siena. Alle prime contrattazioni in Piazza Affari il titolo ha avuto una partenza sprint (+ 4,87 per cento) subito stoppata per eccesso di volatilità. Stessa situazione al rientro nella contrattazione quando Mps è salita dell’8 per cento per qualche minuto per poi essere nuovamente fermata.

La Borsa crede nel salvataggio: titolo a +6,26%

Al momento in cui scriviamo il titolo si è assestato su un rialzo del 6,26 per cento. Il segno “più” sul listino della banca senese era atteso dopo la decisione del Cda di portare avanti l’aumento di capitale, con l’impegno ma non con la garanzia delle banche, procedendo anche con una conversione di titoli subordinati posseduti dai piccoli risparmiatori. Una manovra stimata tra 1 e 1,5 miliardi che andrebbero a sommarsi al miliardo già raccolto e a quello che potrebbe mettere a disposizione il fondo sovrano del Qatar. In tal modo il fabbisogno di nuovo capitale si ridurrebbe da 5 a 1,5/2 miliardi di euro. A questo punto scatterebbe l’intervento l’impegno (ma non la garanzia) delle banche che assistono Mps si a far sottoscrivere a investitori privati, evitando così un intervento dello Stato.

Morelli: vogliamo salvare il Mps con il mercato

Al Mef (il ministero dell’Economia e delle Finanze) l’operazione viene guardata con fiducia. Anche perchè, in caso di insuccesso, è pronta a scattare la previsione dell’art. 32 del Brrd, acronimo dell’inglese Bank recovery and resolution directive, cioè la ricapitalizzazione preventiva dello Stato. La continuità della banca ed il risparmio dei clienti, sempre secondo le fonti del Mef, verranno quindi preservati in qualunque scenario. A Siena, intanto, si cerca di dispensare ottimismo: «Siamo in una fase cruciale della storia della nostra banca, ma qualunque sia l’esito di questo passaggio, torneremo a rivestire e ad avere ruolo importante nel mercato italiano», ha assicurato in un video messaggio ai dipendenti della banca l’ad del Mps, Marco Morelli. «E’ nostro dovere – ha aggiunto – valutare tutte le strade per verificare se è possibile completare un’operazione di mercato». In tal caso, tuttavia, il termine ultimo è il 31 dicembre. Un invito a «procedere con estrema cautela» sul Mps perché «si presume» che la banca sia «rilevante da un punto di vista sistemico» arriva da Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo della Bce e governatore della banca centrale austriaca. Secondo quanto riferisce Bloomberg, Nowotny avrebbe anche aggiunto che bisognerà pensare «ad un altro piano se la ricapitalizzazione non riesce».