Obama non si rassegna e riapre le ostilità con Putin: la Russia va “punita”

Un grappolo di giorni separa ormai l’America dall’inizio ufficiale dell’era Trump ma il presidente uscente Obama non si rassegna e prepara misure che potrebbero vanificare i buoni rapporti instaurati con Vladimir Putin dal nuovo presidente eletto.

Un colpo basso secondo quanto riporta il Washington Post, il quale riferisce che l’amministrazione Obama si appresta ad annunciare una serie di misure per ‘punire’ la Russia per la sua interferenza nelle elezioni. La Casa Bianca potrebbe annunciare le misure, incluse sanzioni economiche e censura diplomatica, entro la fine della settimana. Secondo indiscrezioni sarebbero previste anche cyber-operazioni segrete.

Una risposta all’ingerenza della Russia 

L’imposizione di un pacchetto di misure contro la Russia arriva al termine di settimane di dibattito all’interno della Casa Bianca su come rivedere l’ordine esecutivo del 2015 che concede al presidente l’autorità di rispondere ai cyberattacchi stranieri. L’ordine era stato annunciato da Obama come un successo, ma un esame attento ha spinto gli esperti ad affermare che così com’era scritto non poteva essere usato per l’hackeraggio della Russia e la sua ingerenza nelle elezioni. Da qui l’esigenza di rivedere l’ordine e limare il linguaggio usato, per far sì che anche il caso della Russia sia incluso. Una delle modalità allo studio è quella di dichiarare il sistema elettorale parte dell’infrastruttura critica degli Stati Uniti.

Colpo basso contro Trump 

L’obiettivo dell’amministrazione Obama è anche rendere difficile per il presidente eletto Donald Trump smantellare le possibili iniziative che saranno assunte. L’ultima “zampata” di Obama avrebbe perciò ripercussioni sul piano estero ma anche interno, giungendo a mettere in discussione il voto democratico degli elettori americani. 

Il Cremlino: ci sarà una risposta 

Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che se gli Stati Uniti intraprenderanno nuovi passi ostili nei confronti della Russia ci sarà una risposta da parte di Mosca. E Trump si sfoga a sua volta su Twitter: “Ritenevo che sarebbe stata una transizione dolce. No!”.