Nuovi modelli energetici: parla Macrì, nuovo presidente di Estra

Trasparenza e correttezza di gestione, attenzione ai cittadini e non ai poteri forti, capacità di crescere senza tagliare le radici che affondano nei territori. La  Toscana sperimenta una nuova visione delle aziende di servizi pubblici. La scommessa si chiama Francesco Macrì. Aretino, 43 anni, è il nuovo Presidente di Estra, la settima azienda italiana nel settore dell’energia. A lui il compito di dimostrare che un altro modo di fare impresa pubblica è possibile. Tanto più oggi, tanto più in Toscana dopo lo scandalo di Sei, la società che si occupa di igiene urbana e smaltimento dei rifiuti che ha visto, in seguito all’inchiesta della magistratura, il sostanziale azzeramento dei suoi vertici. Macrì procede sul doppio binario di manager e politico. Dirigente di un’azienda privata ma anche esponente di Fratelli d’Italia dopo un passato rigorosamente di destra, prima nel Msi e poi in An. E una prima sintesi di questa doppia vocazione si era già verificata con l’esperienza amministrativa al Comune di Arezzo, prima da consigliere e poi da assessore nella prima giunta di destra che aveva interrotto l’egemonia della sinistra ad Arezzo nel 1999. Esperienza locale alla quale ne era seguita una nazionale: consigliere del Ministro delle Comunicazioni per i rapporti con gli enti locali. Adesso la Presidenza di Estra. “La mia attività è appena iniziata – commenta Francesco Macrì – ma ho già scelto i due principali punti di riferimento: lo sviluppo dell’impresa e il suo essere al servizio della crescita dei territori nel quali opera. Per sviluppo intendo trasparenza di gestione e conti in attivo in una prospettiva di costante crescita che aumenti i numeri non solo del fatturato ma anche degli investimenti e dei dipendenti”.

E i numeri gli stanno dando ragione. I dati al 30 settembre 2016 fanno emergere un andamento economico in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2015. I ricavi si attestano a 687,5 milioni, oltre 100 milioni in più rispetto al 2015, con un incremento del 17,8%. L’aumento è riconducibile all’incremento dei clienti domestici e business sia nel comparto della vendita gas che in quello dell’energia elettrica. Il margine operativo lordo raggiunge i 55,6 milioni di euro, rispetto ai 39,1 dello stesso periodo del 2015 con un incremento pari al 42,2%. Infine aumentano gli investimenti con più 8,3 milioni di euro. “Sono risultati importanti – sottolinea Macrì – che sono propedeutici al nostro prossimo passo: l’ingresso in Borsa. Ma possiamo guardare lontano se non perdiamo di vista da dove veniamo. Il radicamento nel territorio non è, per me, un concetto teorico. Si sostanza in investimenti, azioni e collaborazioni con tutto il sistema locale nel quale operiamo. E mi riferisco alle istituzioni, alle imprese, alle associazioni. Non a caso abbiamo messo a punto, insieme alle università, quella che ritengo una delle esperienze più significative di bilancio di sostenibilità. In Toscana e probabilmente in Italia”.

Estra ha infatti drasticamente ridotto le emissioni di inquinanti in atmosfera e la quantità di rifiuti prodotti; sviluppato una forte politica di formazione con 40 ore ad addetto e con il coinvolgimento degli studenti nei progetti di alternanza tra scuola e lavoro e infine ha prodotto in un solo anno 182 milioni di euro per il territorio. “Sono cifre importanti – conclude Macrì. E quest’ultima evidenzia la capacità di Estra di produrre ricchezza per un territorio. Gli investimenti vogliono dire lavoro e reddito. Noi siamo ben lontani dalle grandi multinazionali estere che incassano in Italia e riutilizzano i profitti in altri paesi. Noi lavoriamo qui e qui reinvestiamo”.