Nuova condanna a Lande per aver spennato i Vip come Sabina Guzzanti

Era riuscito a truffare un esercito di Vip, dagli ex-girotondini di sinistra Davide Riondino e Sabina Guzzanti, ai registi Carlo ed Enrico Vanzina. Tutti attirati dall’idea di fare molti soldi facilmente. Ora per Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli, dal nome del ricco quartiere della Capitale, accusato di truffa, abusivismo finanziario, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza arriva una nuova condanna.
Il giudice monocratico di Roma gli ha, infatti, inflitto una condanna a 4 anni e ha disposto una provvisionale di oltre un milione di euro nei confronti dei risparmiatori a cui Lande ha sottratto oltre 170 milioni di euro. Tra loro, appunto, anche la Guzzanti, i calciatori Ruggero Rizzitelli e Stefano Desideri e vari personaggi della “Roma bene” e del generone capitolino.
Il giudice monocratico ha condannato altre nove persone tra cui alcuni collaboratori di Lande: tre anni a Gian Piero Castellacci De Villanova e due e mezzo a Gabriele De Zorzi.

Risarcimenti a sei zeri per Lande e i suoi soci
In aula la dolorosa processione dei Vip truffati

Condanne e risarcimenti a sei zeri, dunque, per quello che è stato definito il Madoff dei Parioli. A fare rumore è, soprattutto, la cifra del risarcimento che Lande dovrà dare ai suoi tanti ex-clienti. Tutti ascoltati nel corso del processo. E costretti a rinvangare, dolorosamente, come il gruppo guidato da Lande gestiva i loro risparmi.
Tra i maggiori danneggiati dalla truffa i fratelli Vanzina: Enrico ha perso circa 650 mila euro mentre il fratello Carlo 400 mila. Si trattava di soldi, ha dichiarato Enrico nel corso della sua testimonianza, provento «dei diritti d’autore legati ai film di mio padre (Steno ndr) e per i quali erano stati prospettati interessi del 6/7 per cento».

Tragedia più che commedia per i fratelli Vanzina
In fumo i risparmi di una vita, oltre 1 milione di euro

Dal canto suo l’ex-attaccante della RomaRuggero Rizzitelli ha raccontato: «ho investito tra i 2,5 ed i 3 milioni di euro, tutto quello che avevo guadagnato nella mia carriera di calciatore. Oggi non ho più nulla. Tranne piccoli prelievi, ho perso tutto».
Per Lande la sentenza arriva ad un anno e mezzo dalla pronuncia della Cassazione che ha chiuso a 7 anni di carcere il filone principale dell’inchiesta a carico del broker.
Secondo la Procura, il broker, nel corso della sua attività di intermediazione finanziaria, ha «continuato a rassicurare la clientela di risparmiatori, prospettando loro un intervento delle banche finanziatrici».
Alla fine, però, le società sono fallite. E i clienti sono stati defraudati di tutti loro averi.