No Tav, chiesti dieci mesi di reclusione per il filosofo Gianni Vattimo

La condanna a dieci mesi di reclusione per un reato di falso è stata chiesta a Torino per il filosofo Gianni Vattimo, processato in tribunale per una questione legata al movimento No Tav.

La visita in carcere di Vattimo 

Nel 2013, quando era parlamentare europeo, Vattimo organizzò una visita al carcere delle Vallette facendosi accompagnare da due attivisti dalla Val di Susa che intendevano incontrare dei loro compagni agli arresti: all’ingresso presentò entrambi come “consulenti per i movimenti sociali”, cosa che secondo il pm Antonio Rinaudo non corrispondeva al vero. Quanto agli altri due imputati, il magistrato ha proposto nove mesi per Nicoletta Dosio (che accompagnò Vattimo in due occasioni) e sette mesi per Luca Abbà. Vattimo, imputato di falso ideologico in atto pubblico, si è sempre difeso sostenendo di essere convinto di avere rispettato le norme. 

La lettera No Tav di Appendino e De Magistris 

La vicenda No Tav è approdata nello stesso giorno della richiesta di condanna per Vattimo anche alla Camera. Una lettera è stata inviata infattida un gruppo di amministratori locali, tra cui il sindaco di Torino, Chiara Appendino, e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alla presidente Laura Boldrini, al premier Paolo Gentiloni, al ministro delle infrastrutture Graziano Del Rio e a tutti i deputati, nella quale si chiede di sospendere la ratifica del trattato italo-francese sulla Tav.