Morti in corsia, il caso s’allarga: ora gli indagati sono quindici

Quello dei morti in corsia è probabilmente la scandalo più grave e inquietante che riguarda il mondo della sanità italiana negli ultimi anni. Non si tratta infatti di un caso di ordinaria corruzione allargata, cosa di per sé certo gravissima, ma di molto peggio: l’omertà di una struttura ospedaliera nei confronti dei comportamenti criminali.   Sono infatti quindici gli indaganti nell’ inchiesta su presunte morti sospette all’ospedale di Saronno (Varese). Lo ha confermato il Procuratore Capo della Repubblica di Busto Arsizio (Varese) Gianluigi Fontana, che ha tuttavia precisato che una delle 15 posizioni potrebbe essere stralciata. Si tratta di una parente di Laura Taroni, l’infermiera arrestata, accusata di omessa denuncia. Gli altri indagati  sono il viceprimario del pronto soccorso Leonardo Cazzaniga, la sua compagna e infermiera Laura Taroni (entrambi arrestati e accusati in concorso della morte per avvelenamento da farmaci del marito della Taroni e, solo Cazzaniga, di altri quattro decessi in ospedale) e altri undici medici, indagati a vario titolo per omessa denuncia, favoreggiamento e falso ideologico.

Elena Soldavini, la dottoressa sentita questa mattina dai carabinieri di Saronno, nell’ambito dell’inchiesta sulle morti sospette, si è presentata di sua iniziativa in caserma e non perchè è stata convocata. Accompagnata dal legale Giovanna Pignataro, il medico ha quindi reso dichiarazioni spontanee. Soldavini è accusata di omessa denuncia per le presunte morti sospette tra i familiari dell’infermiera arrestata Laura Taroni.

Tutti sapevano, nessuno fiatava, nessuno denunciava, nessuno cercava di fermare la diabolica coppia. È lo spaccato veramente brutto di un’Italia alla deriva. Un’Italia in cui tutto è lecito e la follia criminale tollerata. La banalità del male in Paese afflitto da un’emergenza morale sempre più grave.