Milano, et voilà: ecco che Sala ritorna a fare il Sindaco della città

Et voilà, Sala è ancora qua. Anzi, di nuovo la, a Palazzo Marino, sede del comune meneghino. Frotte di milanesi festanti pare s’odano in questi frangenti. Sospiri di sollievo e pacche sulle spalle: Sala è tornato. Sala è di nuovo tra noi. A quel che ci raccontano lui è quasi come il panettone: non può certo mancare sulle tavole dei milanesi. E infatti non mancherà, Sala. Perchè Sala è tornato. O, come molto meglio direbbero da quelle parti, “is back” (vuoi mettere l’inglese?). “Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività” ha scritto il Sala giulivo. Ovviamente sulla sua pagina Facebook. Perciò il molteplice sollievo non è solo un obbligo, ma diventa gaudio. Sollievo, addirittura, per la Città che s’appresta così ad un Natale più sereno. Sollievo per i consiglieri comunali che scansano nuove elezioni e perciò nuovo stress da campagna elettorale, per non dire degli esborsi. Sollievo infine per lui, il signor Sindaco che dopo appena un paio di giorni riemerge dallo spontaneo e sdegnoso esilio “certo” della sua propria, medesima innocenza. È stata una ‘autosospensione’ per capire. Dal che, si capisce che il buon Sala ha soltanto avuto bisogno di qualche ora di clausura tra le domestiche mura. Qualche ora per comprendere che le accuse per cui è indagato nell’inchiesta sulla piastra, l’appalto più importante dell’esposizione universale, fossero bazzecole prive di fondamento e di pericolo. Et voilà, perciò. Sala eccolo qua. Che, mannaggia, se invece di Natale fosse Pasqua sarebbe stato perfetto. Eccolo che torna nella pienezza dei poteri. Eccolo ancora Sindaco della città. La procura ne prenda atto e sia consequenziale: senza indugio, si sbrigi ad archiviare.