Meningite, grave un bimbo di quattro anni. Era vaccinato. Ecco quello che c’è da sapere

Desta preoccupazione in Toscana il caso di un bambino di Cascina che, pur vaccinati, ha contratto la meningite. Ma di cosa si stratta? Saliva, starnuti, baci, scambio di posate, condivisione di alimenti: si trasmette così la meningite batterica, malattia non frequente ma molto aggressiva – come dimostrano anche i decessi avvenuti di recente in Lombardia e Toscana – al punto che una persona su 10 tra chi si ammala, muore e 3 riportano conseguenze permanenti. Evitarla è possibile grazie ai vaccini, che però vanno anche ripetuti periodicamente, e gli antibiotici servono per i casi di emergenza. – I BATTERI che provocano la meningite sono il meningococco, il pneumococco e l’emofilo. Albergano nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici. La presenza non è in sé indice di malattia e la trasmissione avviene da persona a persona attraverso secrezioni respiratorie, ma questi batteri fuori dell’organismo sopravvivono solo per pochi minuti. – I SINTOMI sono inizialmente difficili da riconoscere e per questo spesso la diagnosi arriva tardi. Nelle prime 10 ore compare febbre e stato simil influenzale. Successivamente il mal di testa diventa forte, compare rigidità muscolare e la febbre diventa alta. Dopo circa 20 ore si presentano sintomi gravi come perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo. – LE ETA’ PIU’ A RISCHIO di contrarre l’infiammazione della membrana che riveste cervello e midollo (meninge), sono quelle relative a bimbi piccoli e giovani under 25, per via delle maggiori situazioni di socializzazione che favoriscono il contagio. – LA PROGNOSI in genere è complicata, soprattutto tra i neonati. Nel 10% dei casi la malattia è rapida e acuta, e porta al decesso in poche ore. Solo il 50-60% guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze gravi, tali ad esempio da rendere necessarie protesi acustiche o degli arti. Possono riportarsi cicatrici invalidanti e problemi alla vista. – L’INCUBAZIONE dura 10 giorni; nell’ambito di questo periodo si può fare la profilassi, ovvero una terapia antibiotica specifica: più è precoce, maggiori le probabilità che la malattia guarisca. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari anche se possono dare origine a focolai epidemici. – VACCINI, per evitare la malattia, sono disponibili per adulti, anziani e bambini. Ci si può vaccinare contro meningite da Haemophilus influenza e di tipo B, per le forme causate dallo pneumococco e dai ceppi A, B, C, Y, W 135 del meningococco. Tra questi ceppi quello più diffuso è il B.

La meningite è rara ma molto aggressiva

Ed era vaccinato dal 2013 il bambino di 4 anni di Cascina (Pisa) ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze perché colpito da meningite di tipo C. «I medici – spiega una nota dell’ospedale – si sono riservati la prognosi», ma il piccolo sta rispondendo alle terapie. Il bambino era stato ricoverato in un primo momento a Pisa ma con l’aggravarsi della situazione è stato immediatamente trasferito in elicottero al pediatrico Meyer di Firenze. L’Asl Toscana Nord Ovest sta contattando tutti genitori e bambini che hanno avuto contatti con il piccolo paziente, in particolare i compagni della scuola materna, quelli presenti ieri nell’ambulatorio della pediatra di Cascina e coloro che hanno partecipato ad una festa di Bientina dove c’era anche il piccolo affetto da meningite. Molti di questi bambini sono stati già rintracciati e ieri le stanze del dipartimento di prevenzione di Pisa si sono trasformate in una sorta di parco giochi con decine di piccoli pazienti che hanno trasformato le sale d’aspetto in una specie di playland, con i loro genitori invece piuttosto preoccupati proprio per il fatto che il bambino colpito da meningite fosse stato vaccinato. Già lo scorso mese di novembre era stato ricoverato al Meyer anche un bambino di 8 anni di Livorno, anche lui colpito da meningite di tipo C, era stato vaccinato nel 2009. Un aspetto quest’ultimo preso in considerazione, «con una qualche preoccupazione», anche dall’infettivologo pisano Francesco Menichetti, primario del reparto di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero universitaria: «Quest’ultimo caso di meningite di tipo C deve farci riflettere sull’efficacia di questo vaccino e sulla necessità di sviluppare uno studio più approfondito sui portatori sani rinofaringei». Secondo il medico, infatti, «la vaccinazione è assolutamente necessaria, tuttavia sarebbe utile che l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, che ha a disposizione tutte le informazioni necessarie, valutasse l’opportunità di avviare una riflessione profonda sull’efficacia di questo vaccino sia esso monovalente o quadrivalente». Infine, Menichetti ricorda quanto sia utile «la campagna vaccinale intensiva, soprattutto tra gli adolescenti, nella fascia d’età 11-20 anni, che attualmente raggiunge il 65% della popolazione regionale, per diffondere la cosiddetta immunità di gregge: per farlo però – afferma – servirebbe invece raggiungere la quota di almeno il 90% degli adolescenti vaccinati in Toscana ed è quindi opportuno continuare a promuovere la campagna vaccinale, sviluppando contemporaneamente un ragionamento scientifico sull’efficacia del vaccino e sulla prevenzione rispetto ai portatori sani rinofaringei».