Meloni: «Al voto presto, la Consulta acceleri. No a governi di inciucio» (video)

Non c’è melina che tenga. Dopo il referendum che ha bocciato la riforma costituzionale del governo, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, convoca alla Camera l’Ufficio di Presidenza di FdI. Al termine dell’incontro, previsto per le ore 14.30 circa, Giorgia Meloni terrà un check con la stampa presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, per fare il punto sullo scenario che si profila. “È impensabile attendere la Consulta per decidere di tornare alle urne e condividere una legge elettorale. Gli Italiani pretendono rispetto e chi li rappresenta a così alto livello, e questi  devono dimostrare di averlo. La Corte Costituzionale non si renda complice di una dilazione temporale ingiustificata e risolva il quesito in tempi rapidi. Con quello che costa può certamente riunirsi anche il giorno di Natale. Faccio appello a Mattarella perché intervenga per far anticipare la sentenza. Nn adegui le sue scelte a quelle della consulta”. 

Meloni: «Impensabile attendere la Consulta»

La posizione di FdI è stata chiara da subito: mandare gli italiani a votare. Il senso del voto, del secco no è,stato un segnale chiaro da parte degli elettori. «Noi siamo pronti: in poche settimane possiamo avere legge elettorale, candidato premier e pure vincere. Non ci faremo prendere in contropiede da Renzi. Dimettersi subito e fare le valigie era il minimo che il segretario Pd potesse fare. Il popolo italiano si è ripreso la sua sovranità non appena lui gliel’ha consentito. Quando si pariranno le consultazioni, “al Presidente Mattarella – ha aggiunto Meloni – Fratelli d’Italia dirà che non c’è più spazio per inciuci e voltagabbana, quindi si deve votare al più presto. Per fare la legge elettorale bastano due settimane, al massimo tre, se c’è la volontà politica. A me va bene tutto, a patto che ci siano le preferenze e gli elettori possano scegliere i parlamentari, che si sappia chi è maggioranza e chi opposizione”.

«No agli inciuci e ai voltagabbana»

“Non siamo disposti a sostenere alcun governo di inciucio, in qualsiasi modo lo si provi a chiamare: tecnico, di scopo, di larghe intese o di unità nazionale. Si vada a votare e basta giochi di palazzo”, ripete forte e chiaro Giorgia Meloni, commentando l’ipotesi che pure è sul tappeto, di un governo di responsabilità che il premier Matteo Renzi propone domani alla direzione Pd.Con gli alleati i patti sono chiari: “Con Matteo Salvini ci sentiamo spesso e lavoriamo ad una federazione sovranista, che rimetta al centro dell’azione politica l’interesse nazionale, chiuda con le lobby, i poteri forti e gli interessi delle banche. Con Berlusconi ci vedremo certamente, anche se non abbiamo fissato date. Faremo le primarie per individuare il portabandiera più credibile del nostro campo, cioè del centrodestra, e si tratta solo di capire se Berlusconi vorrà condividerle con noi o no. Non vedo però perché lui e Forza Italia non debbano partecipare a una rifondazione così necessaria”, ha concluso il presidente di FdI.