Maxi frode fiscale, blitz della Gdf: di nuovo nei guai “Lady dentiera”

Si estende dalla Lombardia all’Emilia Romagna, dal Veneto all’Abruzzo, la maxi operazione della Guardia di Finanza di Varese anti frode fiscale scattata questa mattina all’alba e che, da quanto trapela, al momento starebbe dando esecuzione ad almeno dodici ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Varese, nell’ambito di un’indagine che prevede contestualmente anche sequestri preventivi di beni per cento milioni di euro. Operazioni e cifre che danno chiaramente l’idea della portata dell’inchiesta, coordinata dal Procuratore Capo di Varese Daniela Borgonovo, e per cui – come detto in apertura – si stanno eseguendo perquisizioni in diverse regioni del Nord, nord est e centro Italia. 

Nei guai “Lady dentiera” e il suo commercialista 

Intanto, su ordine della Procura di Monza, i carabinieri di Milano e la Gdf di Monza hanno sequestrato a Maria Paola Canegrati, nota imprenditrice brianzola attiva nel campo odontoiatrico – e conosciuta come la “zarina” dell’odontoiatria lombarda – e al suo commercialista beni e conti correnti per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. “Lady dentiera” – altro nomignolo con cui la donna  stata ribattezzata – risulta coinvolta nell’inchiesta denominata Smile sulla corruzione negli appalti all’ex Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate, ed è già condannata a 4 anni e 2 mesi di reclusione. In base a quanto fin qui ricostruito dalle Fiamme gialle, che ha rivelato oggi anche altri sviluppi addebitabili sempre all’imprenditrice lombarda, gli averi in oggetto sarebbero riconducibili a due società operanti nel settore dell’odontoiatria, di cui l’indagata risultava amministratore unico. Dunque, i reati contestati alla donna e al suo commercialista sono dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, per un importo pari a oltre 445.000 euro, e fatture false pari a oltre 1,8 milioni; truffa e tentata truffa aggravata, commessa mediante l’artificiosa duplicazione di prestazioni odontoiatriche; appropriazione indebita, con prelievi ingiustificati dalle casse delle società a lei riconducibili e acquisti di beni mediante l’utilizzo di carte di credito aziendali per 2,6 milioni di euro. 

Gli sviluppi dell’inchiesta dopo l’arresto dell’imprenditrice

Dunque, da quanto fin qui trapelato sull’inchiesta e sui suoi ultimi aggiornamenti, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano e quelli del Nucleo Operativo del Gruppo Guardia di Finanza di Monza hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza alla Canegrati e al suo commercialista e consulente bergamasco – nonché, come detto – a due società operanti nel settore dell’odontoiatria, di cui l’indagata era amministratore unico – mentre la misura cautelare emessa dalla procura di Monza scaturisce dagli ulteriori approfondimenti svolti dopo l’arresto della imprenditrice, che hanno consentito di dimostrare come la stessa si fosse resa responsabile di dichiarazione fraudolenta tramite farther per operazioni inesistenti, truffa e tentata truffa aggravata commessa mediante l’artificiosa duplicazione di prestazioni odontoiatriche soggette a rimborso da parte del Servizio Sanitario Regionale.