Manovra, fiducia al Senato. Il Quirinale: consultazioni nel fine settimana

Il governo chiederà la fiducia sulla legge di bilancio e punta ad arrivare al voto in aula al Senato entro domani sera. La seduta d’Aula è stata convocata domani per le 9,30 e si comincerà con la relazione del relatore. Se presentate, verranno votate le pregiudiziali di costituzionalità, mentre dalle 13,30 cominceranno le operazioni di voto per appello nominale che dovrebbero concludersi circa in un’ora. La Corte Costituzionale ha fissato intanto per l’udienza del 24 gennaio 2017 la discussione sulle eccezioni di costituzionalità sollevate sull’Italicum. Il Quirinale sarebbe orientato a dare il via alle consultazioni per il nuovo governo già giovedì, al massimo venerdì. 

I tempi di approvazione

Dopo il voto di fiducia, verso le 14,45, si passerà al voto degli emendamenti sulla seconda sezione di Bilancio, cioè la parte della manovra che contiene gli stanziamenti per i ministeri e i saldi, e ci sarà il voto finale sulla manovra con procedura elettronica. Se non ci saranno sorprese la legge di Bilancio verrà approvata in via definitiva domani stesso. La decisione di arrivare al voto di fiducia entro domani sera sulla legge di bilancio è stata presa dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che si è conclusa dopo circa un’ora e mezzo di dibattito. Il voto sul calendario è avvenuto a maggioranza e quindi dovrà essere confermato in aula. 

Le critiche delle opposizioni

Un’accelerazione improvvisa, che pare sia stata voluta da Matteo Renzi in cambio del congelamento delle dimissioni chiestogli dal capo dello Stato. Non sono mancate le proteste delle opposizioni: “Non si era mai visto nella storia della Repubblica che un governo dimissionario chiedesse il voto di fiducia per di più su un provvedimento così importante…”, commenta il senatore di Cor Tito Di Maggio. Critiche anche dalla presidente del gruppo Misto Loredana De Petris: “La direzione del Pd detta i tempi al Parlamento. Pazzesco”. 

Alemanno: non è la risposta giusta

Per Gianni Alemanno “si affida a un Presidente già sfiduciato dagli italiani il compito di porre la fiducia su una legge finanziaria piena di marchette elettorali, senza peraltro essere ai limiti estremi dell’esercizio provvisorio”. “Non è questo il modo di dare una risposta a tutti gli italiani che vogliono da un lato un rispetto sostanziale dei dettami costituzionali e, dall’altro lato, un segno chiaro di comprensione politica di quanto è accaduto il 4 dicembre”, aggiunge. 

Ci vuole una discussione in Parlamento

Per il senatore di FI Vincenzo Gibino “la legge di bilancio non può essere approvata senza una opportuna e approfondita discussione parlamentare. Con il voto referendario gli italiani hanno chiesto il ritorno ad una democrazia vera, partecipata, nella quale il Parlamento deve tornare ad avere un ruolo centrale e non sussidiario. Si chiede di discutere, di affrontare nel dettaglio un testo che troppo ricalca l’arroganza di un governo sfiduciato dagli italiani”.

I senatori voteranno la fiducia?

“Ma Renzi e Alfano – chiede il senatore di FI Francesco Nitto Palma – sono proprio sicuri che tutti i senatori voteranno la fiducia alla manovra?”. “Renzi e Alfano – aggiunge – dopo averci stalkerizzato per mesi con le esigenze di stabilità e salvaguardia del sistema economico nazionale, vogliono andare al voto a febbraio con una legge maggioritaria alla Camera e una proporzionale al Senato”.