Mafia a Milano, il pm: «Azzerare i cda di tutte le società della Fiera»

Bocche cucite che solo a malapena, tuttavia, riescono a nascondere del tutto la sorpresa e e lo sconcerto calati negli uffici di Fiera Milano a Rho dopo che si era diffusa la notizia della richiesta del pm della Dda di Milano di estendere il commissariamento a tutte le attività di Fiera Milano e non solo a quella legata all’allestimento di stand. Nessun commento ufficiale neppure dai vertici del consiglio d’amministrazione della società: «Attendiamo di conoscere le carte», sono le uniche parole pronunciate per l’occasione.

«Azzerare i cda della Fiera e di Nolostand»

Le carte sono quelle che ha in mano il pm della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano, Paolo Storari, che in queste stesse ore ha chiesto ai giudici delle misure di prevenzione di estendere il commissariamento di Fiera Milano a tutte le attività. Una richiesta molto severa ma necessitata dal fatto che nell’ambito dell’indagine sarebbero spuntate presunte infiltrazioni mafiose nei lavori del gruppo, tra cui anche quelli di alcuni padiglioni di Expo. Se la richiesta di Storari fosse accolta, oltre alla revoca del cda di Fiera spa scatterebbe contestualmente anche quella della controllata Nolostand lasciando la guida in mano solo al commissario.

A luglio 11 arresti. Da allora «nulla è cambiato»

Il pm Storari è il titolare dell’indagine che lo scorso luglio ha portato all’arresto di undici persone tra cui Giuseppe Nastasi e Liborio Pace, legati alle famiglie siciliane di Pietraperzia e Partanna. Secondo l’impianto accusatorio, i due con il consorzio Dominus avevano ottenuto i lavori tramite Nolostand, la controllata di Fiera Milano. La Procura milanese ha chiesto il commissariamento “totale” del gruppo di piazza Carlo Magno con la contestuale revoca di cda di entrambe le società con la motivazione che in base a nuove carte raccolte, nulla sarebbe «cambiato» rispetto alla gestione precedente all’avvio delle indagine. I giudici della sezione misure di prevenzione si sono riservati di decidere mentre hanno prorogato di sei mesi l’amministrazione giudiziale di Nolostand. Il commissario di entrambe al momento è Piero Capitini che non dovrebbe più lavorare affiancato dai consigli di amministrazione bensì da solo.