M5S, è cominciato il processo alla Raggi: «Non basta chiedere scusa»

Roma è nel caos. Due inchieste in quattro giorni – prima l’avviso di garanzia all’assessore Paola Muraro, ora l’arresto di Raffaele Marra –  hanno messo definitivamente in ginocchio la giunta guidata da Virginia Raggi. Lei ha chiesto scusa, ha detto di essere dispiaciuta per i romani. Ma le sue parole non sono bastate a placare l’ira e la rabbia che c’è all’interno del movimento. Ed è sopratutto l’ala oltranzista, quella che non le ha mai perdonato la sua approssimazione e incapacità, che apre il processo alla sindaca di Roma.

Raggi, l’attacco di Taverna e Lombardi

A guidare la protesta sono due vecchie  oppositrici: Paola Taverna e Roberta Lombardi. La prima ha espresso il suo malumore , arrivando all’hotel Forum per parlare con Beppe Grillo.  Chiedere scusa per Marra? La pasionaria grillina risponde furiosa e lapidaria: «No, non basta!». La seconda, giunta assieme al collega del movimento Massimo Baroni, ha detto velenosa : «I fatti parlano oggettivamente. Io sono molto fiera di stare dalla parte giusta». In mattinata, Roberta Lombardi, “grande accusatrice” di Marra,  aveva pubblicato su Facebook un aforisma di Martin Luther King per chiedere una presa di posizione al M5s. «La vigliaccheria chiede: è sicuro? L’opportunità chiede: è conveniente? La vanagloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto? Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta». Parole, quelle della deputata romana, che su Facebook sono state subito rilanciate, tra gli altri, da Carla Ruocco, Paola Taverna, Nicola Morra e altri parlamentari. Tutti, da sempre molto critici rispetto alla permanenza di Marra al Campidoglio. Ora la situazione si complica. E per la Raggi la strada è tutta in salita.