M5S, arsenico e vecchi rancori. La zarina Lombardi infierisce su Virginia

Sarà pure vero, come scrive Il Foglio, che è tornato in azione il partito dei pm. Saranno anche fondati i paragoni tra il 1992, anno in cui esplose Tangentopoli, e l’attuale situazione che vede sotto scacco le giunte da poco insediate di Milano e Roma. Ma c’è dell’altro. C’è il clamoroso fallimento di un movimento, quello dei Cinquestelle, diviso in fazioni la cui ferocia fa impallidire persino le vecchie correnti maneggione di Dc e Psi. E la filosofia politica che lo ha ispirato – la Rete come metodo di selezione, la democrazia della rappresentanza confusa con la democrazia di sorveglianza – finisce anch’essa sbriciolata dall’evidente inadeguatezza di una sindaca figlia del voto qualunquista e di protesta. 

Roberta Lombardi si vendica con la sindaca Raggi

Le fazioni, dicevamo. Interessante in proposito il retroscena di Simone Canettieri sul messaggero. Vi si legge che Roberta Lombardi – da sempre acerrima nemica di Virginia Raggi – si è presentata lo scorso 22 novembre in Procura per depositare una durissima denuncia querela proprio contro Marra. A lei si sono rivolti Grillo e Casaleggio, nel pomeriggio più difficile per il M5S romano e nazionale, per chiederle cosa si può fare. E’ una riabilitazione in grande stile, che fa precipitare le quotazioni di Virginia. Quella stessa Virginia che aveva lavorato per estromettere la Lombardi dal direttorio romano.

Guerra tra donne nel M5S

Una guerra senza esclusione di colpi, che ci ha consegnato un volto inedito del M5S.  Le signore belligeranti nel Movimento hanno trasformato e superato l’analisi di una icona del femminismo come Simone de Beauvoir: le donne in politica fanno da pubblico alle lotte maschili. «Gli uomini sono troppo presi dai loro rapporti di cooperazione o di lotta per costituire, gli uni per gli altri, un pubblico: non possono osservarsi con disinteresse. La donna invece resta in disparte, non entra nelle giostre, nelle battaglie: l’insieme della sua condizione le assegna questa parte di sguardo». Invece no: il M5s, fucina di volti e temi sconosciuti, ci ha regalato anche questa ulteriore rottura col passato, le donne che non restano in disparte, le donne che competono sul terreno proprio della politica, quello della decisione, quello degli spazi di potere. Lo spettacolo, bisogna dirlo, non è granché. 

Lombardi cita Martin Luther King

Ma in ogni caso, è ammantato di citazioni ad effetto, come quella scelta da Roberta Lombardi per sbandierare su Facebook la sua rivincita sulla sindaca ormai vacillante. E’ una citazione da Martin Luther King: “La vigliaccheria chiede: è sicuro? L’opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare?  Ma la coscienza chiede: è giusto? Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta”.