Lucravano sui buoni benzina: condannati due sottufficiali

Mesi di intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestri e registrazioni degli impianti di videosorveglianza per poi arrivare alla formulazione delle accuse e alle condanne per concorso in peculato: protagonisti, due sottufficiali dell’Aeronautica militare accusati di essersi appropriati di oltre 54 mila buoni benzina, per un valore complessivo di 540 mila euro, per poi smerciarli fuori dal reparto. Il tribunale militare di Roma ha così condannato a tre anni di reclusione il maresciallo Alessandro Castellani e a due anni il maresciallo Peppino Di Giovanni, all’epoca entrambi in servizio al Centro tecnico rifornimenti dell’Aeronautica di Fiumicino, mentre un terzo militare è stato assolto. Per Di Giovanni la pena è stata sospesa. I fatti risalgono a fine 2011 inizio 2012 e sono stati accertati in seguito a complesse indagini dei carabinieri coordinate dal procuratore militare di Roma Marco De Paolis e dal sostituto Antonella Masala.

Una fitta rete di complicità militari

Secondo l’accusa il maresciallo Castellani, addetto al Nucleo ricezioni e spedizioni, grazie alla “compiacente assenza di controlli” da parte del maresciallo Di Giovanni, capo Nucleo conservazione materiali del Centro rifornimenti Aeronautica di Fiumicino, si sarebbe appropriato a più riprese di 54.500 buoni gasolio emessi dalla Erg del controvalore di dieci euro ciascuno, rivendendoli poi a prezzo scontato ai frequentatori di una sala scommesse di Roma, nella zona Axa, tra cui anche alcuni pregiudicati. Le indagini sulle ripetute e sospette interruzioni di energia elettrica nel padiglione dove si trova la cassaforte contenente i buoni, insieme ad una serie di altri indizi e alle ammissioni di alcune delle persone coinvolte, hanno consentito di ricostruire il meccanismo del raggiro. Secondo la procura militare tutto è stato possibile grazie anche alla scarsa protezione assicurata all’ingente mole di cedole, nonostante siano spendibili come denaro contante.