Londra lancia l’allarme: “Molti sussidi di disoccupazione girati all’Isis”

Non ditelo a Laura Boldrini o alla ex ministra Kyenge, che dei sussidi sociali per profughi e migranti sono state paladine della prima ora. Ma la notizia che arriva da Londra pone pesanti interrogativi sul Welfare così come è stato costruito in Occidente. Un sistema di sussidi a pioggia e indiscriminato, che penalizza sempre di più i veri poveri, e finisce per sovvenzionare perfino criminali e terroristi. Accade infatti che sussidi ottenuti grazie al sistema sociale del Regno Unito (ma probabilmente lo stesso rischia di accadere anche in Italia e nel resto d’Europa) sono stati utilizzati poi per finanziare “piani terroristici” o viaggi verso la Siria di giovani simpatizzanti britannici dell’Isis.

I sussidi di due disoccupati girati al terrorista Abrini

È il sospetto rilanciato dal Times alla luce della condanna – avvenuta martedì – di due giovani di Birmingham accusati d’aver “donato” tremila sterline all’ex ricercato Mohamed Abrini prima degli attacchi di Parigi e Bruxelles. Il giornale di Rupert Murdoch dà voce a chi sollecita ora un’inchiesta del governo sulla concessione di benefit, da parte del welfare, a cittadini britannici che si siano in seguito rivelati vicini ad ambienti jihadisti. E invoca filtri più stringenti per il futuro. Secondo il Times, che cita le stime attribuite a lord Carlile of Berriew, ex relatore alla Camera Alta di Londra della riforma della legislazione anti-terrorismo, si può calcolare che negli anni «diverse centinaia di migliaia di sterline» concesse a giovani o famiglie socialmente svantaggiate nel regno siano state poi dirottate «in un modo o nell’altro» per «foraggiare il terrorismo».