Le cinque idee hi-tech rottamate nel 2016: meteore in un mercato volubile

Non sempre le innovazione hi-tech hanno successo. Anzi, all’inizio vengono proposte come rivoluzioni indispensabili, ma può accadere che finiscano nel dimenticatoio, rottamate da altre indispensabili novità a giudizio del mercato o degli appassionati. È accaduto ovviamente anche nel 2016.  La rivista del Mit che monitora le più importanti innovazioni tecnologiche ha fatto l’elenco di cinque idee hi-tech che nel 2016 sono state archiviate.

La prima vittima

 La prima vittima citata dagli esperti è Vine, l’applicazione di Twitter che permetteva di postare video di sei secondi lanciata nel 2013 e subito adottata anche da molti personaggi famosi. “Il servizio ha avuto il picco nel 2014 – segnalano – ma poi competitor come Instagram e Snapchat hanno portato via buona parte degli utilizzatori, comprese molte star”. Il servizio è stato ufficialmente interrotto lo scorso ottobre, e verrà sostituito da una nuova app.

Lo smartwatch

Dal software all’hardware, il 2016 ha significato la fine per Pebble, lo smartwatch che nel 2013 aveva raccolto 10 milioni dal ‘fundraising’ online per lo sviluppo, finendo anche nell’elenco delle dieci tecnologie più innovative stilate dallo stesso Mit. In questo caso il flop per praticamente tutto il settore, unito all’ingresso di concorrenti fortissimi, a partire dall’Apple Watch, ne ha decretato la fine, annunciata questo mese.

Due progetti Google

Due i progetti di Google dichiarati ‘estinti’ quest’anno, quello di uno smartphone modulare, chiamato Ara, abbandonato ufficialmente a settembre, e Fiber, il servizio di connessione in fibra ottica iniziato in alcune città Usa. L’abbandono di Ara, sottolinea la rivista, viene dopo anni di tentativi e voci di un lancio pilota a Porto Rico che doveva avvenire nel 2015. “Il trend che domina il mercato degli smartphone, con prodotti dalla vita breve e aggiornamenti frequenti dei modelli, ha convinto Google a mettere da parte i sogni del telefono modulare”.

Fra le tecnologie a cui dire addio il Mit cita anche il jack delle cuffie, a cui Apple ha rinunciato negli ultimi modelli con una mossa che anche Samsung potrebbe imitare a breve. In questo caso però ovviamente non si tratta di un addio immediato, ma di un trend considerato inarrestabile e che dovrebbe vedere nel giro di qualche anno la scomparsa del ‘buco’ presente da decenni sui dispositivi.