La Tav finalmente in dirittura d’arrivo: il Piemonte tifa sì, M5S come sempre no

L’iter politico per la Torino-Lione, la Tav, è arrivato all’ultimo chilometro: la settimana prossima la Camera dei deputati italiana e l’Assemblea nazionale francese voteranno la ratifica del trattato con gli ultimi accordi tra i due Paesi. Il sì dei rispettivi parlamenti darà l’ok all’opera definitiva: l’avvio dei cantieri è previsto per l’inizio del 2018, l’entrata in servizio della nuova ferrovia a fine 2029. «Si chiude l’ultimo iter procedurale, è il passaggio che consentirà di fare partire i lavori che porteranno a scavare 162 chilometri di linea ferroviaria, 115 nelle due canne del tunnel di base nelle Alpi», sottolinea Mario Virano, direttore generale di Telt (Tunnel Euroalpin Lyon Turin), la società incaricata di costruire e gestire l’infrastruttura. Ma domani a Susa il Movimento 5 stelle ovviamente ribadirà il suo no a «un accordo devastante» con un evento pubblico. Alla vigilia del voto decisivo a Montecitorio, Virano ha illustrato oggi lo stato di avanzamento dei lavori e dei contratti a un incontro a sostegno del “Sì definitivo” alla Torino-Lione promosso dal comitato Transpadana, dall’Unione industriale di Torino e da Confindustria Piemonte. Le associazioni imprenditoriali piemontesi hanno firmato una dichiarazione comune per «un’opera fondamentale per l’economia, l’ambiente, le imprese e l’occupazione e per evitare la marginalizzazione di Torino e del Piemonte». Tra Italia e Francia – hanno fatto osservare gli imprenditori – nel 2015 sono transitate oltre 40 milioni di tonnellate di merci: non è pensabile affidarsi alla vecchia linea ferroviaria di valico, con la galleria più vecchia e alta d’Europa, abbandonata da gran parte degli operatori ferroviari.

Per gli imprenditori la Tav è indispensabile

Le opere preliminari per la nuova ferrovia sono in dirittura d’arrivo: «Tra pochissimo – ha ricordato Virano – sarà completato lo scavo della galleria geognostica di Chiomonte, 7.5 chilometri in tutto per arrivare al livello del tunnel di base. La Torino-Lione ha avuto un iter molto lungo, partito nel ’90 – ha aggiunto il direttore generale di Telt -, ma proprio per questo è stato un percorso che dà grande solidità al progetto: se avesse contenuto stupidaggini, avventatezze o controindicazioni sarebbe stato bloccato». Dall’apertura delle prime discenderie in Francia, nel 2002 a oggi, «il 10% dei lavori è già stato realizzato – ha fatto notare Virano – e il 20% contrattualizzato. Checché ne dicano i detrattori, è un’opera indispensabile, se non altro perché nella linea storica i treni non possono incrociarsi e non ci sono, né possono essere realizzate, uscite di sicurezza». La Torino-Lione sarà realizzata per fasi: la tratta transnazionale tra le stazioni di Saint-Jean-de-Maurienne, in Francia, e Susa, in Italia, è la prima e costerà 8,6 miliardi di euro, ma il costo sarà finanziato al 40% dalla Ue. «È un’opera fondamentale per il futuro del Piemonte, ma ne hanno bisogno tutta l’Italia e l’Europa – è intervenuto Sergio Chiamparino, presidente della Regione – c’è una grande necessità di infrastrutture moderne. Dall’appello degli imprenditori parte un forte segnale al Parlamento: il Piemonte aspetta da anni la decisione, sarebbe estremamente deluso se attraverso escamotage si arrivasse ad allungare ulteriormente i tempi».