Fedeli: chi ha fatto sindacato può governare. Ma dove sta scritto?

Valeria Fedeli continua a parlare. Anziché tacere dopo i passi falsi con cui ha esordito nel ministero che fu di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile prosegue con insistenza irritante a difendere i suoi scarsi meriti. “Posso fare la ministra dopo una vita così intensa nel sindacato”. Asserisce intervistata da Repubblica.

Fedeli: io senza laurea per colpa del Sessantotto

E perché mai? Il sindacato non è certo da demonizzare ma neanche può rappresentare il trampolino di lancio per accedere senza una adeguata formazione a posti di alta responsabilità. Né può essere usato come giustificazione per la mancanza di titoli di studio: “Io – precisa Fedeli nella stessa intervista – non mi sono laureata perché il sindacato mi ha preso e portata via, è diventata la mia vita“. Dopo i tre anni delle superiori, ha fatto la maestra d’infanzia (distaccata) e, afferma, “il fatto che abbia voluto studiare per altri tre anni alla scuola per assistenti sociali senza averne bisogno, avevo già un’occupazione, dimostra che il gusto della conoscenza l’ho sempre avuto. Poi, ho trovato ostacoli nella mia vita e, dopo l’esplosione del ’68, è arrivato il sindacato. In quegli anni ti assorbiva completamente”.

Fedeli: il mio metodo è l’ascolto 

“Il mio metodo è l’ascolto e ascolterò con attenzione chi ha competenze straordinarie” e, aggiunge, “quarant’anni di applicazione di questo metodo mi aiuteranno anche al ministero”. Spiega che il suo primo atto è stato chiamare i sindacati della scuola, che incontrerà lunedì, per avere il loro punto di vista sulla riforma della Buona scuola: quella degli spostamenti da Sud a Nord “è una questione centrale e dovremo trovare nuove soluzioni, magari sperimentali. Con grande attenzione, tocchi una cosa e ne viene giù un’altra”. E “cercheremo criteri oggettivi” per la chiamata diretta del preside. Le deleghe ereditate che scadono il 15 gennaio “voglio portarle in fondo tutte, ma prima studiarle bene. Chiederemo al Parlamento di rivotare quelle in scadenza. La legge 0-6, che prevede la materna unica e l’assunzione di maestre d’infanzia, è pronta. Sono stata la seconda firmataria”.