La madre dell’agente che ha sparato: «Sono orgogliosa di mio figlio»

«Ho sentito Luca questa mattina presto. Mi ha chiamato per tranquillizzarmi temendo che avessi sentito alla tv della sparatoria e che fossi preoccupata. Mi ha detto che stava bene». Parla la madre di Luca Scatà, l’agente di polizia che ha sparato al tunisino accusato della strage di Berlino. «La polizia è sempre stata il suo sogno», spiega. «Noi eravamo preoccupati ma l’abbiamo assecondato. Luca è forte e determinato e noi ne siamo orgogliosi».

Il racconto della madre dell’agente

«Sono ancora molto agitata», racconta la madre dell’agente. «Ma so che sta bene. Mi ha detto che ci sentiremo più tardi perché ora deve essere interrogato dai magistrati. Io aspetto che mi chiami, mi faccio da parte perché capisco che prima viene il lavoro». La madre dell’agente prosegue: «Gli mancavano pochi esami all’università, ma lasciò perché voleva entrare nelle forze dell’ordine», Poi aggiunge: «L’ha sempre desiderato. E siccome non è molto alto, temeva di essere scartato, ma fortunatamente ce l’ha fatta».

«Luca non si lamenta mai»

«È sempre stato forte, maturo, deciso», continua. «Dopo il concorso ha fatto la scuola di Campobasso e a novembre ha fatto il giuramento. Ci siamo andati tutti. La sede di Milano l’ha scelta lui. A febbraio sarà effettivo». «Con i colleghi si trova bene», dice la donna, casalinga. «Luca è uno socievole, fa amicizia subito e non si lamenta mai. Non dice mai di essere stanco. Sarebbe dovuto tornare per le vacanze – conclude – ora vediamo se sarà possibile». Luca ha una sorella che studia Psicologia a Padova.