Infermiere russe uccise ad Aleppo, Mosca attacca la Croce Rossa

Il ministero della Difesa di Mosca critica la Croce Rossa definendo “cinica” la sua reazione all’uccisione di due infermiere russe in un bombardamento su un ospedale da campo ad Aleppo. Secondo le agenzie russe, la Croce Rossa internazionale ha dichiarato che l’attacco dimostra come le parti in conflitto non siano in grado di “eseguire i loro doveri” per proteggere il personale sanitario, i pazienti e gli ospedali. «Ci aspettavamo che il Comitato internazionale della Croce Rossa rispettasse almeno il lavoro dei nostri sanitari ad Aleppo e condannasse la cosiddetta opposizione siriana», ha dichiarato il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. «Invece – ha proseguito il generale russo – abbiamo avuto dei commenti cinici, indegni dell’alto livello della Croce Rossa internazionale. Commenti che mostrano vera indifferenza per l’omicidio dei sanitari russi piuttosto che obiettività».

La Russia: dagli Usa proposta inaccettabile su Aleppo

Gli Usa hanno ritirato una proposta su Aleppo avanzata il 2 dicembre a Roma a margine della Conferenza Med 2016. E ne hanno inviata a Mosca un’altra che mira a «far tornare tutto indietro. Sembra un tentativo di temporeggiare per permettere ai miliziani di rifiatare e di rifornirsi». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in una conferenza stampa congiunta con il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland. «C’è la consapevolezza – ha detto Lavrov – che non ce la si fa ad avere un colloquio serio con i nostri partner americani. Così – ha proseguito – è successo con gli accordi del 9 settembre, che erano stati raggiunti ed erano entrati in vigore. Ma poi gli Usa hanno cominciato a cercare dei pretesti per uscirne e alla fine li hanno trovati. Adesso la situazione è molto simile».