Il Cremlino reagisce alla “vendetta” di Obama: ci saranno ritorsioni

30 Dic 2016 9:48 - di Sara Gentile

Immediata la reazione del Cremlino alla “vendetta” di Obama. L’espulsione di 35 diplomatici russi  definiti  “agenti dell’intelligence”, è una vergognosa manovra. Mosca ora minaccia ritorsioni. Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha detto che la Russia “rigetta” le sanzioni decise dagli Stati Uniti per il presunto hackeraggio delle presidenziali americane. E ha aggiunto che saranno prese in considerazione “misure di ritorsione”. E intanto chiude una scuola angloamericana moscovita frequentata anche da bambini del personale d’ambasciata britannico e canadese. E anche l’accesso alla residenza di vacanza dell’ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca.  Il Cremlino ha sempre negato ogni coinvolgimento nell’attacco hacker durante le elezioni americane.

Espulsi 35 funzionari del Cremlino

Da Washington un alto dirigente della Casa Bianca, in una press call sulle sanzioni alla Russia ha detto chiaramente che i 35 russi dichiarati persone non grate dagli Stati Uniti «sono agenti dell’intelligence russa». I due complessi di proprietà del governo russo di cui è stato negato l’accesso servivano invece per attività di intelligence. La Casa Bianca afferma di temere ora interferenze russe anche sulle elezioni in Europa. Mentre Trump  dice di voler incontrare l’intelligence e invita a guardare ad altro. «È tempo per il nostro Paese di procedere verso cose migliori e più grandi».

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