Gli auguri di Verdone con frecciatina a Poletti: «I giovani all’estero? Sono eroi» (Video)

È affidata ai sottintesi ma comunque sferzante la risposta di Carlo Verdone – sempre più attivo in video sul suo profilo Facebook – alla sgraziata uscita del ministro Poletti sulla fuga dei cervelli all’estero. Una replica che – come sottolinea lo stesso regista e attore romano – vuole essere «pacata»: e forse lo è fin troppo, specie considerato il peso che quelle irricevilbili esternazioni istituzionali avrebbero acquisito col passare delle ore, e con il tragico susseguirsi degli eventi di Berlino…

La replica di Carlo Verdone al ministro Poletti

Come tristemente noto, infatti, con assai poca astuzia nella scelta dei termini e, ahilui, con grande sfortuna su quella che si rivelerà poi una terribile coincidenza di tempi e tragiche circostanze, il titolare del dicastero del Lavoro durante un evento tenutosi proprio il 19 dicembre a Fano (giorno del terribile attentato di Berlino), intervistato dai giornalisti in merito al tema dei ragazzi che lasciano l’Italia per andare all’estero, affida ai microfoni un commento che gli si sarebbe poi riversato contro come un boomerang, alimentando una valanga di polemiche e di opportune recriminazioni. «Se 100.000 giovani se ne sono andati dall’Italia», se ne è uscito improvvidamente Poletti, «non è che qui sono rimasti 60 milioni di “pistola”». Per poi, non contento, aggiungere pure: «Conosco gente che è andata via, sicuramente il Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi»… Dichiarazioni – a voler essere generosi – decisamente poco istituzionali, riprese dai media e impietosamente rilanciate dal web, a poche ore dalla notizia – che certo non ha contribuito a giovare all’immagine e al ruolo giovernativo del ministro – secondo cui Poletti jr, al secolo Manuel, dirigerebbe un giornale che avrebbe ricevuto 500.ooo euro di fondi pubblici in appena 3 anni.

Quella terribile coincidenza di dichiarazioni e tragici eventi

Ma quel 19 dicembre le ore passano impietosamente: e quanto registrato da giornali e tv fino al tardo pomeriggio sarebbe stato poca cosa se non fosse accaduto che, di lì a poche ore dalle controverse affermazioni incautamente rilasciate dal ministro Poletti, si sarebbe verificato il tragico attentato al mericatino di Natale di Berlino, dove avrebbe perso la vita la giovane Fabrizia Di Lorenzo: una di quegli italiani in fuga all’estero in cerca di un lavoro e di una vita degna di essere vissuta. Una vita spezzata al passaggio di quel tir della morte guidato dal  tunisino Amri. Una vita che in Italia non ha treovato spazio e opportunità e che all’estero ha incontrato la fine…