Gasparri: “Veltroni faccia un film dove spiega i suoi affari con Scarpellini”

«Vedo che la Rai continua a premiare, con contratti e prebende dagli importi sconosciuti e con una ignobile mancanza di trasparenza, Walter Veltroni, di cui andranno in onda altri documentari dopo il flop clamoroso del suo programma “Dieci cose”. Ma Veltroni perché non fa un documentario per spiegarci i rapporti della sua amministrazione con l’immobiliarista Scarpellini?». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri. «Anche quando lui era sindaco – prosegue – c’erano ricchi contratti del comune di Roma con Scarpellini. Abbiamo letto di una super valutazione di immobili che, affittati ad un prezzo da Scarpellini, venivano poi sub affittati al quadruplo al comune di Roma. È vero? Era tutto regolare? Faccia un bel documentario anche su questo, Veltroni. Lo guarderemmo con piacere».

Quando Veltroni faceva affari con Scarpellini

Il riferimento di Gasparri è a una serie di precedenti imbarazzanti per Veltroni. Come ha scritto Gian Marco Chiocci sul Giornale, in un articolo datato 16 giugno 2007, il Comune di Roma ha stipulato un contratto d’affitto «con la società Milano 90 Srl (gruppo Scarpellini) proprietaria di un complesso immobiliare in via delle Vergini, dove dal 2005 vengono spostati alcuni gruppi consiliari. Nonostante Veltroni abbia promesso il trasloco entro cinque anni (2011), la durata del nuovo contratto viene stabilita a 18 anni, «fino al 2022». Ciò vuol dire, facendo due calcoli, che per undici anni il Comune di Roma non usufruirà di quei locali che rimarranno vuoti e pagherà ugualmente 41 milioni di euro, pari a un canone annuo di 3.750.000,00 euro, Iva esclusa. Soldi letteralmente buttati via».

La denuncia di An del 2007:  Veltroni ha bruciato 128 milioni di euro

L’altro caso eclatante riguarda la delibera del 22 marzo 2006 con gli uffici di Largo Loria 3 di proprietà dell’Inpgi (l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti) che li affitta al gruppo Scarpellini per 2,1 milioni di euro annui e che questo stesso gruppo poi subaffita al Comune per 9.190.833,15 euro annui. La durata, anche qui, sfora di molto i cinque anni del previsto trasloco: «Fino al 2025». Secondo una denuncia di An in Consiglio Cominale, in entrambi i contratti il Comune di Roma non solo butta via un mucchio di denaro (per 14 anni di affitto non goduto sono di 128 milioni di euro) ma «rinuncia alla facoltà di disdetta del contratto alla prima scadenza novennale», ovverosia per 18 anni obbliga se stesso a pagare un bene di cui non usufruisce. Un altro spreco imbarazzante firmato dall’allora sindaco di Roma. Altro che Dieci cose. Per spiegare il tutto a Veltroni non basterebbe un kolossal in stile Dieci comandamenti.