I “Forconi” aggrediscono Osvaldo Napoli: ecco la reazione (video)

Decisamente una brutta avventura quella capitata poche ore fa all’ex-parlamentare Osvaldo Napoli, responsabile nazionale degli Enti Locali di Forza Italia. L’ex-deputato è stato circondato e aggredito da un gruppo di attivisti del movimento “9 Dicembre Forconi“, guidato dall’agricoltore pontino Danilo Calvani. Il tutto a due passi da Montecitorio. Buon per Napoli che ha potuto sottrarsi all'”abbraccio” proprio grazie agli agenti delle forze dell’ordine che solitamente presidiano in buon numero la zona intorno alla camera dei deputati.

I “forconi” lo hanno bloccato nei pressi della Camera

I cosiddetti “forconi” si erano dati appuntamento nel piazzale antistante Montecitorio, nel luogo dove con frequenza ormai quotidiana sostano quanti -singoli, gruppi, categorie – intendono protestare contro quello che l’immaginario popolare considera il Palazzo per definizione. Il malcapitato Napoli, oggi capogruppo di FI nel consiglio comunale di Torino, ha avuto la colpa di passare per il posto sbagliato nel momento sbagliato. I “forconi” lo hanno riconosciuto e bloccato, anzi “arrestato dopo che gli è stato letto addirittura un articolo del codice penale. A questo punto sono intervenuti i carabinieri per “liberare” il “prigioniero”, Alcuni attivisti sono poi stati portati in commissariato per l’identificazione.

Gli aggressori identificati dai carabinieri

Sconcerto e sorpresa per l’ex-parlamentare azzurro che ha commentato l’accaduto con parole amare: «E’ una brutta vicenda. Neanche sapevano chi io fossi – ha spiegato Napoli -, avrebbero fermato qualunque politico. Sono solo dei delinquenti».  Solidarietà per l’attacco dei “forconi” è stata espressa dal senatore Pd, Stefano Esposito: «Ecco i frutti della campagna populista di stampo grillino. La mia vicinanza a Osvaldo Napoli». Solidarietà a Napoli è stata espressa, anche da Mauro Laus, presidente del consiglio regionale del Piemonte: «Qualunque protesta o contestazione deve sempre svolgersi nel rispetto delle persone e delle istituzioni», ha rimarcato Laus, per poi aggiungere: «La messa in scena è andata al di là del lecito  arrivando perfino all’aggressione fisica, un gesto che, in un paese democratico, non può essere tollerato».

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