Fiori bianchi per Zhang Yao. Il padre: l’Italia è diventata un inferno

Si fanno serrate e stanno per giungere all’esito finale le ricerche dei rapinatori di Zhang Yao, la studentessa cinese di 20 anni morta due giorni.  La ragazza era scomparsa lunedì scorso a Roma dopo aver ritirato il permesso di soggiorno all’Ufficio Immigrazione di via Patini, alla periferia della città.

Si cercano i rapinatori di Zha negli ambienti nomadi

La polizia starebbe sulle tracce di tre giovani o addirittura giovanissimi. La pista seguita dagli investigatori porterebbe agli ambienti nomadi. Poco distante dall’Ufficio della Questura c’è l’insediamento di via Salviati, contro il quale i residenti di Tor Sapienza da anni invocano misure drastiche per restituire vivibilità e sicurezza alla zona. I tre, immortalati da una telecamera di videosorveglianza di un’azienda, le hanno rubato la borsetta di valore, con dentro il documento appena ritirato, e sono fuggiti a piedi. Ritrovato da un inviato della trasmissione “Chi l’ha visto?” anche il cellulare della studentessa nella zona in cui è stato scoperto il corpo. A quanto ricostruito, Zhang era al telefono con la coinquilina per chiederle aiuto dopo il furto subito quando è stata sbalzata in aria da un treno in transito ed è finita in un dirupo di circa 3 metri.

Il padre: l’Italia è diventata un inferno

Inconsolabile il padre della ragazza che non si capacita del dramma di cui la figlia è rimasta vittima. “Non è possibile che sia successa una cosa del genere a due passi dalla Questura”, commenta.  “Era venuta qui per amore verso la vostra cultura – ha detto il padre durante la commemorazione alla stazione di Tor Sapienza, a pochi passi da dove è stato rinvenuto il cadavere della figlia, a tre giorni dalla sua scomparsa – e per portare l’amicizia del popolo cinese. Non è possibile che l’Italia sia così, che si trasformi in un inferno. Ora vogliamo solo la verità”.

L’omaggio della comunità cinese

La comunità cinese di Roma, assieme a tanti residenti di Tor Sapienza, ha reso omaggio a Zhang Yao davanti alla stazione dove la ragazza ha perso la vita: sono stati portati fiori bianchi e candele. “Riposa in pace piccolo angelo”, si legge su un piccolo cartoncino donato da una residente alla presidente della comunità cinese, Lucia King. In molti indossano su giacche e cappotti un fiore di carta bianco. “È il simbolo del lutto – spiega la King -. Questo il nostro omaggio in famiglia. E Zhang era parte della nostra famiglia”. Tanti gli studenti e i compagni di accademia della ragazza riuniti in preghiera davanti alla panchina allestita a piccolo altare a pochi passi da dove Zhang ha trovato la morte. “Davanti a certe tragedie siamo tutti uguali – ripete la King -, oggi non siamo cinesi o italiani. Siamo tutti romani”.