Duterte: «Voglio la pena di morte per i narcos, hanno distrutto le FIlippine»

Fa parlare ancora di sé il neo presidente filippino: Rodrigo Duterte vorrebbe «cinque-sei» esecuzioni di condannati al giorno una volta che la pena di morte – che lui stesso intende reintrodurre presto – sarà ristabilita nel Paese. Lo riporta il canale tv filippino Abc-Cbn. «Ridatemela, e organizzerò esecuzioni giornaliere. Cinque, sei. Voi distruggete il mio Paese, e io distruggo voi», ha detto Duterte sabato scorso durante un discorso tenuto in occasione del 38° compleanno del pugile Manny Pacquiao, che ora è anche senatore e sostiene il nuovo presidente. Duterte, noto come “il castigatore” da quando era sindaco di Davao e responsabile di una guerra alla droga, chiesta dal popolo esasperato dalla criminalità e dalla violenza dei narcos, già costata oltre 6.000 vittime dallo scorso luglio, crede che in passato la pena capitale non abbia funzionato come deterrente perché pochi detenuti venivano giustiziati. Recentemente, una bozza di legge per reintrodurre la pena di morte è stata approvata da una commissione della Camera, nonostante le critiche dell’influente Chiesa cattolica e delle organizzazioni dei diritti umani. La pena capitale fu abolita nel 1987 ma venne reintrodotta nel 1993, e successivamente abolita di nuovo nel 2006.

Duterte furioso con gli Usa per gli aiuti mancati

Intanto si apprende che gli Stati Uniti intendono collaborare con il neo presidente filippino Rodrigo Duterte per affrontare le preoccupazioni sorte dopo che quest’ultimo ha minacciato di mettere fine al Visiting Forces Agreement. Lo ha comunicato l’ambasciata statunitense a Manila. L’accordo, firmato il 27 maggio 1999, si applica alle truppe Usa temporaneamente di stanza nel Paese asiatico e il suo effetto più importante è che permette al governo statunitense di mantenere la giurisdizione sul personale militare accusato di reati nelle Filippine. Duterte è infuriato dopo che un’agenzia di aiuti federale ha rinviato il voto sul rinnovo di un importante pacchetto di aiuti allo sviluppo per le Filippine, sulla scorta delle rivelazioni del presidente riguardanti l’omicidio di tre uomini nella sua guerra contro il narcotraffico. Sebbene non sia stata presa ancora alcuna decisione sul pacchetto di aiuti, sabato Duterte ha tenuto un discorso molto aggressivo, dicendo agli Stati Uniti che «si preparino a lasciare le Filippine e all’eventuale revoca o abrogazione del Visiting Forces Agreement».