Dal Belgio a Berlino: arrestato in Germania marocchino legato alle stragi di Parigi

Mentre la Germania offre fino a 100.000 euro di taglia a chiunque fornisca informazioni che portino all’arresto del tunisino sospettato dell’attacco al mercatino di Natale a Berlino. Proprio quando si apprende che la Francia, da tempo in stato d’emergenza per l’allerta terrorismo, nelle ultime ore ha innalzato i controlli alle frontiere con la Germania, la Svizzera e il Lussemburgo, un comunicato della Procura federale tedesca  annuncia che è stato arrestato in Germania un marocchino di 24 anni che ha fatto parte del gruppo Isis riunito attorno ad Abdelhamid Abaaoud, un organizzatore e attentatore degli attacchi di Parigi del novembre dell’anno scorso. I due terroristi, che sembrano non avere nulla a che fare direttamente uno con l’altro, in realtà incarnano due facce della stessa medaglia: quella che semina morte e paura, che sparge odio etnico-religioso e sangue innocente. Due pericolosi jihadisti, estremisti pronti a tutto e che legano in una sorta di linea di continuità del terrore Parigi e Berlino e le stragi che le hanno colpite.

Germania, arrestato un marocchino legato agli attacchi di Parigi 

E allora, da quanto fin qui trapelato l’uomo – un nordafricano indicato col nome di “Redouane S.” – non avrebbe legami diretti con l’attacco di Berlino, ma il suo arresto, avvenuto ieri (mercoledì 21 dicembre ndr) in Bassa Sassonia, è un elemento utile alle investigazioni dell’anti-terrorismo che, dalla Francia alla Germania, passando per l’Italia e il Belgio, formano un inquietante asse del terrore e delineano le coordinate prese in cosnderazioni dagli investigatori di mezza Europea. Una sorta di rotta del terrore, insomma, quella tracciata dagli ultimi accadimenti, anche se non connessi direttamente, comunque frutto di una strategia del terrore la cui matrice è – ancora una volta – islamica. L’uomo, non a caso, è fortemente sospettato di aver fatto parte dello Stato islamico tra il 2014 e il 2015. Il suo compito, fra ottobre 2014 e la «primavera 2015», era la «sicurezza» di appartamenti in Turchia e Grecia serviti alla «preparazione di attentati». Non solo: sempre secondo la Procura con sede a Karslruhe, Redouane sarebbe stato «messo a parte» dei preparativi fatti da Abaaoud per l’attentato del 15 gennaio a Verviers, in Belgio. Anche dopo l’ingresso in Germania, avvenuto nel maggio dell’anno scorso, il marocchino era rimasto «in contatto con il gruppo intorno ad Abaaoud e si era tenuto pronto per ricevere indicazioni». 

E la Francia innalza i controlli alla frontiera con la Germania

Non a caso, allora, nella Francia in stato d’emergenza per l’allerta terrorismo – ieri sera in tv il premier Bernard Cazeneuve ha parlato di «minaccia estremamente elevata» – il dispositivo è a pieno regime in tutti i siti sensibili e luoghi di assembramento. Tra l’altro, la polizia ha deciso di rafforzare i controlli a Gare de l’Est, la stazione parigina collegata con la Germania e il Lussemburgo. Blindato anche il mercatino di Natale degli Champs-Elysées, la celebre avenue parigina dello shopping, tra Place de la Concorde e l’Arco di Trionfo, nonché siti di forte richiamo turistico come la Tour Eiffel, la cattedrale di Notre-Dame e Disneyland-Paris. Il ministro Le Roux ha chiesto agli agenti di fare «più del massimo» per proteggere cittadini e turisti. Blocchi in cemento armato sono stati sistemati intorno al piazzale del Louvre, dove sorge la celebre Piramide voluta dall’ex presidente Francois Mitterrand, ma anche lungo gli stand natalizi degli Champs-Elysées. Obiettivo? Bloccare la corsa assassina di potenziali camion killer come successo a Nizza e a Berlino. Tra l’altro, un’unità delle teste di cuoio (Brigade de recherche et d’intervention, BRI) è schierata in permanenza sugli Champs-Elysées per intervenire al più presto in caso di bisogno…