Da Le Pen a Salvini è un coro: «Stop Schengen, riprendiamoci la sovranità»

Con l’attentato islamico a Berlino la misura è veramente colma. Chiudere le frontiere e seppellire Schengen e la libera circolazione per sempre. È l’appello rilanciato ai quattro angoli d’Europa dai nazionalisti ed euroscettici, da Marine Le Pen a Geert Wilders sino a Matteo Salvini e Beppe Grillo. Partendo dalla cattura e uccisione vicino a Milano del terrorista della strage del mercatino di Natale di Berlino che, sebbene fosse l’uomo più ricercato nell’Ue, ha attraversato indisturbato in treno Germania e Francia prima di sbarcare in Italia. Ma la stessa Bruxelles, appena due giorni fa, ha già proposto nuove misure per un nuovo sistema d’allerta anti-terroristi che sfrutti proprio la banca dati di Schengen, il Sis, che probabilmente sarà un altro fallimento ocme le altre iniziative della Ue. «Il mito della libera circolazione totale in Europa va definitivamente seppellito, in quanto ne va della nostra sicurezza», ha attaccato senza mezzi termini la leader del Front National Marine Le Pen, ritenendo la fuga del tunisino Anis Amri «sintomatica della catastrofe totale» che rappresenta lo spazio Schengen. La candidata alle presidenziali francesi si è impegnata formalmente a «restituire alla Francia il pieno controllo della propria sovranità e delle proprie frontiere» se salirà al potere a maggio, e quindi a porre fine agli accordi di Schengen.

Salvini: siamo in periodo di guerra

Anche in Olanda punta sulla sicurezza il leader del partito anti-invasione islamica Pvv Geert Wilders, che sfida il premier Mark Rutte, all’avvicinarsi delle elezioni di marzo: «Chiudere le nostre frontiere è una cattiva idea?», gli chiede ironicamente ricordando il tragitto di Amri attraverso mezza Europa. Anche per l’ex leader dell’Ukip che ha sostenuto la Brexit, il britannico Nigel Farage il cui Paese non fa parte di Schengen, quest’ultimo «va abolito eliminando la possibilità di muoversi senza controlli ai confini in 26 Paesi Ue». Anche in Italia il messaggio di Lega e M5S è sulla stessa lunghezza d’onda. Matteo Salvini chiede di «ridiscutere Schengen, la libera circolazione e di ripristinare i controlli alle frontiere interne perché siamo in periodo di guerra». Stesso appello persino da Beppe Grillo: «Adesso è il momento di agire e proteggerci, ora Schengen deve essere rivisto». E stila quattro richieste: in caso di attentato va sospeso immediatamente e ripristinando i controlli alle frontiere finché il livello di allerta non sia calato e tutti i sospetti catturati. Poi creare una banca dati europea sui sospetti condivisa con tutti gli Stati membri e una revisione del Regolamento di Dublino sull’asilo ai clandestini. Tutti punti già previsti o proposti dall’Ue, ricordano a Bruxelles: gli Stati membri già possono, come successe per gli attacchi di Parigi, chiudere le frontiere, e diversi Paesi, tra cui la stessa Germania, da mesi hanno ricevuto l’autorizzazione a compiere i controlli. La banca dati europea sui sospetti esiste già, è quella di Schengen, e proprio due giorni fa la Commissione Ue ha proposto un suo rafforzamento anti-terrore. E anche la riforma di Dublino è in via di negoziato da mesi.