Crisi di governo: Mattarella avvia la giostra delle consultazioni

L’ultimo ad essere ascoltato, come da protocollo cerimoniale, è stato Giorgio Napolitano. Bisogna forse risalire alla consultazione di Oscar Luigi Scalfaro con il “picconatore” Francesco Cossiga per ritrovare un confronto a quattr’occhi tutt’altro che rituale tra il presidente in carica e quello emerito. Non solo Napolitano è l’unico ad aver bissato l’incarico al Quirinale, ma è soprattutto l’ispiratore della riforma costituzionale sonoramente bocciata dagli italiani nel referendum confermativa di domenica scorsa. È chiaro che da lui Sergio Mattarella si aspetta un’analisi puntuale della crisi in atto e qualche consiglio per risolverla. Prima di Napolitano, al Colle sono saliti il presidente del Senato, Pietro Grasso, che non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa, e quella della Camera, Laura Boldrini.

Mattarella ha già incontrato Grasso, Boldrini e Napolitano

Quello delle consultazioni al Quirinale per affrontare e risolvere le crisi di governo è una liturgia molto familiare agli italiani. Del resto, è il rito che ha accompagnato il travaglio e la nascita di ben 63 governi in altrettanti anni. Una “prolificità” sconosciuta alle altre democrazie occidentali e che da sempre rappresenta un primato negativo tutto italiano. Sbaglierebbe tuttavia chi credesse  che si tratti solo di rito trito, di una vuota liturgia. In realtà, le consultazioni sono lo spartiacque tra tatticismo e realtà, il filtro attraverso il quale il presidente depura le dichiarazioni dei politici dalle scorie della campagna elettorale. Di più: è il momento in cui il capo dello Stato cerca di “stanare” le forze politiche attraverso domande mirate e risposte che vengono, se non verbalizzate, certamente registrate. Esattamente quel che sta tentando in queste ore Mattarella.

Sabato giornata decisiva con il Pd orfano di Renzi

Nel chiuso dello studio presidenziale non c’è più spazio per la propaganda o le analisi sui massimi sistemi. Il presidente ascolta, interroga e raccoglie. Oggi, com’è stato scritto, è stata la volta delle personalità istituzionali, Grasso (in odore d’incarico), Boldrini e Napolitano. Domani si entra nel vivo con Mattarella che incontrerà le forze politiche in una girandola di colloqui senza soluzione di continuità fino a sabato pomeriggio, giorno in cui al Colle salirà la delegazione del Pd, ma senza Renzi. L’incarico dovrebbe arrivare lunedì dopo una giornata dedicata alla riflessione e al riordino delle idee. In situazioni come l’attuale, l’atteggiamento “calma e gesso” raccomandato dai giocatori di bigliardo prima del filotto decisivo, è d’obbligo.