Così Paola Muraro mentiva: “Falsificava i dati dello smaltimento dei rifiuti”

Ha sempre sostenuto che era «tutto in regola». Lo ha ribadito anche l’altra notte, quando ha comunicato le proprie dimissioni. E invece Paola Muraro, assessora all’Ambiente del Campidoglio, ha mentito. Perché le accuse contenute nell’avviso a comparire, notificato dai magistrati romani, descrivono come siano state «truccate» le autorizzazioni per gli impianti di smaltimento dei rifiuti quando era consulente di Ama. E le conseguenze che ciò ha provocato in materia di inquinamento, si legge su “Il Corriere della Sera“. 

Di Maio ha coperto politicamente Muraro e Raggi

Contestazioni pesanti dalle quali dovrà difendersi il 21 dicembre nell’interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Alberto Galanti. Occasione per ricostruire anche quanto accaduto dopo la nomina al Comune di Roma. Agli atti dell’inchiesta ci sono i verbali dell’ex assessore al Bilancio Marcello Minenna e l’ex amministratore delegato della municipalizzata Alessandro Solidoro che ricostruiscono quei giorni e specificano il ruolo di Luigi Di Maio che — anche nei momenti più delicati, come quello della notizia sull’iscrizione del registro degli indagati — avrebbe «offerto copertura politica a lei e a Raggi». Un atteggiamento analogo anche quando è emerso con chiarezza il rapporto stretto che la stessa Muraro aveva con Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, i vertici di Ama che le hanno sempre rinnovato i contratti e ora sono entrambi imputati nel processo di Mafia Capitale.

I rapporti della Muraro con Franco Panzironi e Giovanni Fiscon

Il linguaggio è tecnico, il risultato appare chiaro. Scrivono i pubblici ministeri: «Gli impianti di Rocca Cencia e Salario operavano una gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni riguardanti la gestione degli impianti per quanto concerne le percentuali di trasformazione dei rifiuti in ingresso e gli scarti di lavorazione». Il sospetto dei pm è che i macchinari abbiano lavorato in regime ridotto per favorire altri impianti privati. Nella stessa inchiesta è indagato Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti della Capitale, con il quale Muraro aveva rapporti professionali e che — questo è il sospetto — potrebbe aver beneficiato della sua permanenza in Ama. Ma tra i capi di accusa per Muraro c’è anche quello riferito all’inquinamento ambientale.