Come la Ue ci impoverisce: per i russi mozzarelle siberiane anziché campane

Le sanzioni europee alla Russia per questioni sulle quali Mosca ha ragione, sta penalizzando soprattutto gli agricoltori e gli artigiani italiani. Basta vedere il comparto dei formaggi e varie: ora le mozzarelle destinate al mercato interno russo vengono fatte in Siberia, nell’Altaj (nella città di Bernaul), e chi le ha assaggiate dicono che non siano proprio malaccio. Formaggi  e mozzarelle siberiane, bielorusse, e anche fatte da caseari italiani che prima dell’ambargo hanno avuto la preveggenza di installare le aziende in territorio russo. Ma la materia prima è quella che è, e il clima pure. Si tratta di un comparto da mezzo miliardo di euro di fatturato trainato dall’export con 15mila addetti di cui l’86% hanno meno di 50 anni. É la fotografia del comparto della mozzarella di bufala campana, un settore dalle enormi potenzialità, che anche nel mercato domestico ha conosciuto nell’ultimo anno il segno “+”, con una crescita del 10% delle vendite. Sono inoltre 102 i caseifici certificati, quasi tutti concentrati nelle province di Caserta, Salerno e Latina; 1500 gli allevamenti della bufala campana per un totale di 345mila capi. L’export fa la parte del leone con il 68,6% del fatturato, ma si va soprattutto verso i Paesi più vicini, come Francia e Regno Unito. «Si potrebbe fare molto di più – spiega il direttore del Consorzio di tutela Pier Maria Saccani – ci sono mercati in cui potremmo vendere parecchio ma che non riusciamo a raggiungere per problemi di costi legati alla logistica. Spendiamo per ogni trasporto via aereo 4,50 euro al chilogrammo mentre per il parmigiano, che viene trasportato via nave, si spendono 19 centesimi al chilogrammo. Per questo raggiungiamo soprattutto i Paesi vicini, dove è possibile arrivare anche su strada; non dimentichiamo inoltre l’embargo verso la Russia, Paese dove esportavamo parecchio». 

Le mozzarelle russe vengono dall’Altaj

Va appena ricordato che anche gli agrumi e la frutta italiani sono stati sistituiti nel mercato russo da merci provenienti dal Maghreb, e quando le sanzioni finiranno, sarà difficile riprendere il nostro posto nel mercato. E intanto il danno alle nostre aziende, fatto dall’Europa per obbedire all’ex presidente americano Obama nella sua crociata anti-russa, è stato fatto. E sembra che le perdite per gli italiani continueranno: il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk crede infatti che l’Unione Europea rinnoverà le sanzioni alla Russia, ma anche che in futuro sarà più difficile per il mondo occidentale mantenere l’unità, quando il presidente eletto americano Donald Trump arriverà alla Casa Bianca. Francia, Germania e Stati Uniti, ha detto Tusk, lo hanno sostenuto nel mantenere una risposta unitaria all’assertività militare russa e ora si aspetta una nuova estensione delle sanzioni economiche e politiche alla Russia, il prossimo gennaio, per altri sei mesi. «Tutti i segnali indicano che almeno un’altra volta riusciremo ad estendere uniti le sanzioni alla Russia», ha detto incredibilmente Tusk all’emittente tv privata polacca Tvn24. Tuttavia, ha aggiunto, «nessuno può dire come sarà tra sei mesi. Credo che dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni sarà più dura realizzare una politica così inequivocabile e uniforme del mondo occidentale nei confronti della Russia», ha aggiunto. L’Ue ha imposto una serie di sanzioni sucide alla Russia sin dal luglio 2014, dopo che la popolazione della Crimea, territorio da sempre russo, con un referendum libero e democratico, ha scelto di aderire alla Russia. Di qui l’ira di Obama, che ha “convinto” la Ue a comminare sanzioni su un fatto che non riguarda minimamente l’Europa, se non per i soldi che ci perdiamo.