Brunetta, «Berlusconi? È un leone: continuerà a ruggire. Ne vedremo delle belle» (VIDEO)

Renato Brunetta, intercettato dai cronisti, scioglie le riserve sulla salute di Berlusconi e rilancia: «Sta benissimo. È un leone e continuerà a ruggire». L’esponente azzurro sgombera il campo dagli equivoci, dalla strumentalizzazioni e dalle preoccupazioni, e a chi poche ore fa aveva colto e propagandato segnali di stanchezza sul viso dell’ex premier, conferma che, invece, problemi non ce ne sono. Come noto, inmattinata il leader di FI si è trattenuto per qualche ora al San Raffaele di Milano, dove ha eseguito alcuni accertamenti giustificati – a quanto riferito poco fa dal suo medico personale, Alberto Zangrillo – da un battito irregolare, probabilmente causato dallo stress delle ultime giornate di campagna elettorale per il referendum costituzionale. Un ingresso silenzioso, un saluto veloce all’uscita – ai cronisti Berlusconi si è limitato a rispondere con un gesto di saluto accennato con la mano – e poi l’ex premier ha lasciato il reparto D accompagnato dalla scorta. E tra l’arrivo e l’andata via, l’allarme di molti, l’incorragiamento di amici e sostenitori.

Brunetta: «Berlusconi? Sta benissimo: è un leone»

Tra tutti segnaliamo in particolare le parole di rassicurazione in merito alla salute e alla propositività dell’ex premier pronunciate da Renato Brunetta che, intercettato dai cronisti – e destituendo di fondamenta preoccupazioni e dubbi – ha dichiarato: «Berlusconi? Sta benissmo: è un leone e continuerà a ruggire. Ne vedremo delle belle»… Anche in cosiderazione, viene da aggiungere, della petizione di firme online lanciata dal deputato azzurro Basilio Catanoso, affinché la Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo emetta in tempi brevi la sentenza su Silvio Berlusconi, con la speranza che gli restituisca tempestivamente la piena agibilità politica. Una mobilitazione collettiva, quella innescata dlal’iniziativa di Catanoso, a cui hanno immediatamente aderito moltissimi esponenti di Forza Italia. Un appello che si fa interprete – come ribadito dal promotore dell’appello – del fatto che «la situazione politica nel nostro Paese, con la netta vittoria del No al referendum del 4 dicembre, l’imminente uscita di scena del Governo Renzi e la possibilità del ricorso alle urne a breve, impone la necessità di un’accelerazione nel processo di esame in corso presso la Corte Europea». Una sentenza oltretutto, lo ricordiamo, attesa ormai da tre anni.