L’altolà di Theresa May: la Brexit non sarà né soft né hard, ma ambiziosa

Brexit si comincia a fare sul serio. «I negoziati per la Brexit dureranno meno di due anni», sono le prime parole di Michel Barnier, capo negoziatore per la Commissione Ue nella sua prima uscita pubblica. «Se Theresa May notificherà l’articolo 50 a marzo 2017 – ha spiegato lasciando il cerino in mano a Londra – il negoziato inizierà alcune settimane dopo, per trovare l’accordo per ottobre 2018». Immediata la risposta della premier britannica in visita in Bahrein. «Il governo britannico non intende estendere i negoziati per la Brexit oltre i due anni» ha detto confermando le parole del suo portavoce. Il quale ha poi precisato che non è corretto indicare in modo rigido la scadenza anticipata dell’ottobre 2018. «L’articolo 50 indica due anni di durata per l’uscita dall’Ue», ha aggiunto, sottolineando che Londra intende rispettare i tempi dell’iter e non estenderli oltre.

Theresa May: la Brexit non sarà ne soft né hard

Il governo britannico mira ad «un accordo ambizioso» per uscire dall’Ue in tempi non lunghi e alle «migliori condizioni possibili».  Theresa May a Skynews dal Bahrein ha ripetuto di non essere interessata alla distinzione fra «hard Brexit, soft Brexit, gray Brexit o black Brexit», ma di volere «una Brexit rossa, bianca e blu», evocando i colori dell’Union Jack e la scelta strategica del ritorno alla sovranità nazionale. La premier inglese ha poi insistito che l’obiettivo sul piano commerciale è quello di un’intesa che permetta al Regno Unito di commerciare con e di operare dentro il mercato unico europeo. La May  ha anche assicurato il rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 23 giugno, che significa «il recupero del controllo dei suoi confini e del suo denaro». Dura la replica di Tim Farron, leader Libdem e sostenitore di una “soft Brexit”, secondo il quale a queste condizioni il governo May porterà di fatto il Paese «fuori dal mercato unico e ne distruggerà la economia».