Bombe a Istanbul, il bilancio sale a 44 vittime. E il capitano del Galatasaray… (Video)

Un giro di campo insieme, un poliziotto del servizio d’ordine e un giocatore in campo: e quel simbolico abbraccio tra il Capitano della squadra turca del Galatasaray e un agente preposto alla sicurezza scioglie la tensione e allenta almeno per qualche istante la morsa del dolore di un Paese intero, vittima sabato scorso degli attentati di Istanbul, rivendicati dagli estremesti curdi e che sul terreno hanno lasciato 44 vittime.

Attentati di Istanbul, si aggrava il bilancio delle vittime

Già, perché mentre il video di solidarietà diffuso in rete richiama con la forza del rispetto quelle immagini di morte e devastazione che nel fine settimana hanno invaso i media di tutto il mondo, sottolineando la vicinanza dello sport in generale, e dei giocatori della squadra turca in particolare, alle forze dell’ordine dopo gli attentati che hanno fatto tra gli agenti, oltre alle decine di feriti, il bilancio di quel terribile agguato terroristico fa salire a 44 il numero delle vittime del doppio attacco di sabato sera vicino allo stadio del Besiktas a Istanbul, rivendicato appunto dagli estremisti curdi del Tak. Un bollettino drammaticamente in continuo aggiornamento di cui ha dato notizia in queste ore il ministro della Salute turco, Recep Akdag, precisando che tra i morti 36 sono agenti di polizia e 8 le vittime civili. 

Blitz a tappeto, arrestati 118 membri del partito curdo Hdp

E intanto, mentre i feriti delle bombe di Istanbul si aggravano e muoiono, la riposta delle unità anti-terrorismo si fa sempre più veemente e incisiva effettuando controlli e fermi in almeno 5 province dove gli agenti della polizia turca hanno arrestato all’alba almeno 118 membri del partito filo-curdo Hdp, tra cui i responsabili provinciali di Istanbul e Ankara. Non solo, a poche ore dal doppio attacco che ha provocato 44 morti – rivendicato dal gruppo estremista curdo Tak – secondo l’agenzia statale Anadolu, oltre che a Istanbul e Ankara, i blitz sarebbero stati condotti nelle sedi del partito a Manisa, Adana e Mersin. I sospetti sono accusati di legami con il Pkk. I blitz seguono il giro di vite avviato contro l’Hdp durante lo stato d’emergenza, dichiarato in Turchia dopo il fallito golpe del 15 luglio. Da oltre un mese, sono detenuti con accuse di legami con il Pkk anche 10 deputati, tra cui i leader del partito, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag. In manette sono finiti anche più di 50 co-sindaci, mentre una quarantina sono i Comuni commissariati dal governo, compresa la “capitale” curda Diyarbakir. E a poco è valso il comunicato diffuso ieri dall’Hdp di ferma condanna dell’attacco di Istanbul. E non è ancora tutto: dai blitz nelle città a quelli nell’agorà internetica: le autorità turche in queste ore hanno invitato i cittadini a segnalare i post sospetti: non è un caso , allora, che è salito a 8 il numero delle persone arrestate in Turchia con l’accusa di propaganda terroristica per i post pubblicati sui social network in relazione all’attacco di sabato sera a Istanbul.