Bimbo fugge dal centro d’accoglienza: salvato dalla polizia sulla superstrada

Sa che quella traversata nel Mediterraneo gli ha cambiato la vita: per questo, un bambino di 10 anni domenica pomeriggio è scappato da un centro di accoglienza di Monza, deciso a raggiungere a Milano un altro istituto deputato all’ospitalità di migranti e profughi dove avrebbe ritrovato molti dei suoi compagni di viaggio. Un’altra traversata pericolosa, questa volta lungo una trafficata superstrada, dove agenti di polizia lo hanno notato e avvicinato…

Bimbo fugge dal centro d’accoglienza: salvato dalla polizia

E così, pronto a un’altro viaggio, questa volta a piedi e sulla terraferma, si è lasciato alle spalle il rifugio sicuro di Monza per avventurarsi alla volta di Milano, diretto a un centro dove sapeva avrebbe potuto incontrare di nuovo altri bambini e adulti che con lui avevano attraversato il mediterraneo a bordo di un barcone. A trovarlo, mentre camminava solo – e quando già aveva percorso molti chilometri a piedi lungo la superstrada 36 Valassina – è stata una pattuglia della Polstrada di Seregno (Monza) che, dopo averlo avvicinato e rassicurato, hanno provveduto a riaffidare il ragazzino alla struttura da cui era fuggito, magari con la promessa di poter incontrare di nuovo, a breve, i suoi compagni di viaggio verso una nuova vita. Una storia che ben si è incastonata nella cornice natalizia – funestata, ahinoi, dai tragici eventi di Berlino – e che dimostra anche come gli agenti delle forze dell’ordine in servizio sempre e comunque sul nostro territorio siano fondamentali figure di soccorso e prevenzione, indispensabili per stanare e interromprere la fuga dei “cattivi” – del tipo di pericolosi terroristi – ma anche pedine fondamentali disseminate sui punti nevralgici dello scacchiere italiano, pronte ad aiutare i “buoni” in difficoltà a compiere imprese personali e a uscire indenni da piccole– o grandi – avventure umane…