Berlino, parla il fratello di Amri: «È diventato estremista islamico in Italia»

Anis Amri, il tunisino ricercato per la strage di Berlino “si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia”. Una confession che sconcerta e che è stata rilasciata alla Bild da Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. “Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia”, ha aggiunto. Anche l’Ap è riuscita a mettersi in contatto con un altro fratello di Anis Amri che gli ha lanciato un appello: “Lo invito a consegnarsi alla polizia”.

Berlino, arresti, perquisizioni e blitz

Intanto quattro persone che avevano contatti con Anis Amri sono state arrestate, come ha confermato la procura generale, titolare dell’inchiesta sull’attentato di Berlino, come riporta la Bild online. Non è indicato dove i 4 arresti siano avvenuti e in quale delle operazioni che si sono svolte nelle prime ore del mattino. I blitz nei centri profughi si sono susseguiti in maniera convulsa. In una di queste operazioni – secondo il sito della tv pubblica Wdr –  due appartamenti sono stati perquisiti. La polizia di Dortmund non ha ufficialmente confermato un legame con Berlino ma su twitter ha scritto che l’azione era su incarico della procura generale, che si sta occupando proprio delle indagini su Berlino. Non si sa al momento se gli arresti di Dortmund siano aggiuntivi a quelli nel centro accoglienza di Emerich sul Reno o se, nella concitazione di informazioni di stampa ancora non confermate ufficialmente, vi sia una sovrapposizione. Anche la tv N24 dice di non essere in grado di confermare per ora gli arresti di Emerich. Il sito di Wdr riporta che “Amri dovrebbe aver avuto contatti con il salafita di Dortmund Boban S. e che avrebbe vissuto lì periodicamente. Il serbo-tedesco Boban S., 36 anni, è stato arrestato lo scorso novembre nell’ambito del blitz contro i reclutatori della filiale Isis guidata dal ‘predicatore senza volto’, l’iracheno Abu Walaa.