Berlino, la rabbia: «I mercatini erano sotto tiro, la Merkel ha sottovalutato l’allarme»

Berlino è sotto shock. In città si terranno una serie di cerimonie religiose. Ma la luce del Natale, dei regali, della gioia è stata spenta a Berlino e nella notte, al freddo di tre gradi la folla è choccata. Si è sentito anche  parlare italiano: una famiglia “di Massa Carrara”, padre, madre e una ragazza, tutti “per la prima volta a Berlino”, hanno raccontato di aver visitato il mercato proprio in quella terrificante giornata e di essere stati raggiunti dalla notizia dell’attentato mentre erano dall’altra parte della città, a est, nella Alexander Platz. Un miracolo. Hanno notato ambulanze, poi sono stati avvertiti da amici. Sono visibilmente scossi e inquieti e si lasciano identificare solo con il nome della signora, Ersilia. Sono tanti gli italiani che in questo periodo scelgono Berlino, dove il Natale è particolarmente atteso con i tradizionali mercatini. Sotto i riflettori delle telecamere le persone che si trovavano in quello che è diventato il mercatino della morte si lasciano andare alla rabbia, allo sgomento e alla paura.

La rabbia di molti tedeschi

Un giovane col pizzetto rilascia interviste. “non siamo più sicuri – dice – è triste: perché sono cosi’? Il mondo è in rovina”. Alla domanda su come si chiami ammette di essere romeno e di fare il manager in un hotel. Un’altra domanda, a un’altra persona. Anche lui è uno “straniero”. Ma, immobile, dove la folla è piu’ rada, c’è un uomo alto. Lui sì, è tedesco: “Paul Schmidt”. Il nome risuona forte e chiaro, e anche le sue opinioni: “Grazie Merkel“, sibila, sintetizzando in una frase il dibattito di un anno sull’apertura straordinaria delle frontiere ai migranti per risolvere la crisi umanitaria nel Balcani, voluta dalla cancelliera nel settembre 2015. “Ce la facciamo”, ironizza, riecheggiando una storica frase con cui Merkel ha sostenuto la capacità del Paese di reggere all’impatto del flusso migratorio. E al cronista italiano aggiunge: “aveva ragione la vostra Fallaci“. Anche qui un rimando che anticipa le indagini e punta il dito dritto sul terrorismo islamico, che troppi troppo cautamente ancora non pronunciano. “Mi vergogno come tedesco. Si sapeva che sarebbe accaduto“, afferma ancora, riferendosi ai tanti avvertimenti che si erano avuti soprattutto dopo che poco tempo fa era stato sventato per puro miracolo un attentato di un ragazzino dodicenne. In me c’è pù’ rabbia che tristezza, stasera”. Attorno si forma un capannello. Dopo tanto dolore, c’è anche il momento della rabbia.