Benevento, cinquantenne lasciato per tre giorni in barella muore in ospedale

In seguito ad una malore era stato ricoverato da venerdì scorso al pronto soccorso dell’ospedale “Rummo” di Benevento dove, secondo quanto denunciano i familiari, sarebbe rimasto su una barella fino ad oggi, forse per carenza di posti in corsia, quando i familiari lo hanno trovato morto.
La vittima è Rocco Laudato, un cinquantenne di Casalduni, in provincia di Benevento, la cui moglie e altri familiari hanno presentato un esposto alla Questura.

La salma è stata trasferita all’obitorio, in attesa degli esami del medico legale, incaricato dalla Procura della Repubblica di Benevento, retta da Giovanni Conzo. Ma già infuriano le polemiche. Nell’esposto i familiari avrebbero denunciato le precarie condizioni di degenza della vittima che per oltre tre giorni, secondo la loro denuncia, è rimasto su una barella senza nemmeno una coperta.
Proprio un paio di mesi fa Cittadinanzattiva e Società italiana di medicina di emergenza-urgenza avevano affrontato, attraverso una ricerca che aveva monitorato gli ospedali italiani, «lo stato di salute dei Pronto soccorso». Ed era emersa un’Italia a due velocità, con situazioni che registrano enormi differenze tra Nord e Sud.

Due gli esempi eclatanti: quello dell’Ospedale Santa Marta e Santa Venere di Acireale, in provincia di Catania, dove l’attesa per il ricovero in reparto ha raggiunto il record di 7 giorni e quello dell’Ospedale di Dolo, in provincia di Venezia, dove, invece, l’attesa in Pronto soccorso prima del ricovero è in
media di sole due ore.

Due situazioni “limite”. E, fra loro, il disastro di una Sanità che non riesce a gestire le esigenze dei cittadini, lasciati spesso in barella per giorni. Com’è il caso, appunto, dell’ospedale di Acireale che fa registrare 21 persone in attesa in barella o in sistemazioni di fortuna. Com’è successo, appunto, a Rocco Laudato a Benevento. Da Acireale e Benevento a Roma la situazione cambia. Ma di poco. Al Policlinico Tor Vergata la ricerca di Cittadinanzattiva ha trovato oltre 30 posti letto improvvisati in Pronto soccorso, altri 42 pazienti nell’area di Osservazione breve ed attese per il ricovero fino a 4 giorni.
Proprio il sovraffollamento e la mancanza di posti letto per il ricovero è, dunque, uno dei maggiori “mali” dei Pronto soccorso italiani.

Ci sarebbe la Carta dei Diritti al Pronto Soccorso, che definisce in otto punti i diritti irrinunciabili di cittadini, pazienti e operatori. E che prevede diritto alla presa in carico, diritto alla dignità personale, diritto alla continuità dei percorsi di cura, diritto alla prevenzione delle emergenze evitabili, diritto all’informazione, diritto alla competenza, diritto alle sei ore massime di attesa prima del ricovero, diritto all’attuazione della Carta. Che, per l’appunto, escludendo il Piemonte, per tutto il resto dell’Italia, resta, al momento, solo una carta.