Austria, è il giorno di Van der Bellen. Hofer conquista il 46% di voti (video)

È il giorno di Alexander Van der Bellen, dopo il successo elettorale che lo ha “incoronato” nuovo presidente dell’Austria. L’appuntamento con la stampa (il primo dopo le urne) è a Vienna presso lo storico Palais Schönburg, da dove l’esponente dei Verdi aveva già salutato gli austriaci lo scorso 22maggio dopo la vittoria, poi annullata per vizi di forma. Terminato, anche se in ritardo, lo scrutinio dei voti per corrispondenza, che fin dall’inizio dello spoglio ha confermato il trend positivo per Van der Bellen, che ha sfiorato il 54%, ovvero uno dei migliori risultati nella storia delle presidenziali austriache. Complessivamente sono stati circa 600.000 gli austriaci che hanno votato per corrispondenza.

Austria, Van der Bellen sfiora il 54 per cento

Alexander Van der Bellen, che prende il testimone del socialdemocratico Heinz Fischer, è stato eletto presidente austriaco con il 53,79% dei voti. Il risultato definitivo è stato comunicato dopo la conclusione dello scrutinio dei voti per corrispondenza che a maggio aveva causato l’annullamento del ballottaggio tra Van Der Bellen e Norbert Hofer, il candidato ultranazionalista che aveva impugnato il risultato delle urne.  L’affluenza è stata invece del 74,2%

Per Hofer 2,12 milioni di voti

Norbert Hofer,  esponente del Partito della libertà austriaco e terzo vicepresidente del Consiglio nazionale (il Parlamento austriaco), si è invece fermato al 46,21%. Van der Bellen ha ricevuto il voto di 2,47 milioni di austriaci, mentre il suo rivale di destra 2,12 milioni. Il risultato storico del presidente verde è da attribuire in gran parte al voto per corrispondenza, senza il quale si sarebbe infatti fermato al 51,7%. Hofer nella campagna elettorale si è distinto per  uno stile elegante e garbato che non gli ha impedito di mettere sul tappeto questioni esplosive. Per l’esponente nazionalista bisogna arginare «l’invasione degli immigrati», senza scadere nel razzismo, e «liberarsi della vecchia polvere e a tornare a essere orgogliosi di essere austriaci».