Assalto al caveau, i rapinatori lasciano sul piatto oltre 40 milioni di euro

Oltre agli otto milioni di euro che sono stati rapinati, nel caveau della Sicurtransport assaltato domenica sera da un commando di rapinatori composto da una quindicina di persone, c’erano altri 40 milioni di euro in contanti di cui i banditi non si sono potuti appropriare perchécostretti a fuggire a causa dell’arrivo sul posto di alcune pattuglie della polizia. É quanto si é appreso in ambienti investigativi. La Squadra mobile di Catanzaro, che conduce le indagini, sta visionando le immagini riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza della zona nel tentativo d’identificare i rapinatori. La somma rapinata era composta, in gran parte, dal denaro in contante che la Sicurtransport teneva in custodia per conto di alcuni istituti di credito. La restante parte era rappresentata dagli incassi di alcuni commercianti che avevano consegnato alla Sicurtransport il contante da depositare in banca il lunedì mattina. Nessuna delle banconote rapinate era segnata. Il bottino, dunque, é interamente spendibile Gli investigatori hanno trovato le automobili utilizzate dal commando di rapinatori per fuggire. Le vetture erano state abbandonate sulle sponde di un fiume poco distante dal punto in cui si trova il caveau assaltato.

I rapinatori hanno preparato l’azione con cura

Un assalto pianificato nei minimi dettagli per compiere il quale non hanno esitato ad isolare un’intera zona ponendo chiodi sulla strada e mettendo auto incendiate di traverso. Obiettivo dei banditi il caveau della Sicurtransport, società catanzarese che si occupa di trasporto e custodia valori. L’assalto è scattato alla sede della società, in località Profeta nel comune di Caraffa, a pochi chilometri dal capoluogo calabrese. I banditi hanno agito con i volti coperti da passamontagna e armi pesanti, anche se non avrebbero sparato. Sono arrivati davanti alla sede della Sicurtransport – realizzata in un capannone nella zona industriale – con un camion con carrello al traino su cui hanno portato una grossa ruspa dotata di un braccio di tre metri ed un martello pneumatico. Prima di entrare in azione hanno bloccato tutte le strade di accesso alla zona spargendo chiodi sull’asfalto e mettendo una decina di auto, risultate rubate, di traverso sulla strada per poi incendiarle. Fatto questo, il commando si è dedicato alle comunicazioni, manomettendo una centralina e inserendo un dispositivo che disturba i ponti radio per isolare la zona telefonicamente. Finito il lavoro preparatorio, la banda ha fatto entrare in azione la ruspa, che prima ha rotto il pannello esterno del prefabbricato e poi ha attaccato il muro in cemento armato rinforzato con barre di acciaio del caveau, all’interno del quale erano custoditi i soldi. Per fuggire i rapinatori si sono allontanati per una strada sterrata che conduce al fiume Corace dove, probabilmente, avevano altri mezzi per scappare. Un’azione durata complessivamente 10-12 minuti e che ha terrorizzato gli abitanti della zona. Per molte ore i tecnici della polizia scientifica hanno setacciato la zona alla ricerca di un indizio che possa portare gli investigatori sulla strada giusta per risalire ai componenti il commando. Colpi condotti con modalità analoghe sono stati compiuti in passato in Puglia. Al momento però, gli investigatori non hanno elementi certi per dire che la banda venisse da fuori regione. Quel che è certo è che i banditi hanno dimostrato di conoscere bene il loro obiettivo.