Appalti Consip, Alfredo Romeo indagato per associazione a delinquere

Un dirigente della Consip – la centrale acquisti della pubblica amministrazione – avrebbe favorito le società riconducibili all’imprenditore Alfredo Romeo in cambio di somme di denaro versate in contanti dallo stesso Romeo.
E’ l’ipotesi avanzata dalla Procura di Napoli che nei giorni scorsi ha disposto una perquisizione nella abitazione e negli uffici di Marco Gasparri, dirigente della centrale acquisti Consip, in qualità di Direttore Sourcing Servizi e Utility.

Il dirigente e Alfredo Romeo, a quanto si è appreso, hanno ricevuto avvisi per le ipotesi di reato di associazione per delinquere e  con altre persone.
La perquisizione è stata disposta dal pm della Dda di Napoli Henry John Woodcock, che conduce l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice, insieme con i pm Celeste Carrano e Enrica Parascandolo.

Si tratta di un filone di indagine scaturito da una serie di intercettazioni nell’ambito di una più estesa indagine su presunte irregolarità nell’assegnazione degli appalti alle società che fanno capo ad Alfredo Romeo.
Secondo lo scenario prospettato dagli inquirenti, il dirigente Consip Marco Gasparri si sarebbe attivato per avvantaggiare Alfredo Romeo, fornendo in cambio di presunte tangenti notizie riservate che avrebbero favorito la formazione di cartelli di imprese, con bandi cuciti su misura.

Un’ipotesi che gli inquirenti intendono verificare attraverso una serie di accertamenti, tra i quali la ricerca di documentazione che ha portato alla perquisizione eseguita dai carabinieri del Noe di Roma e dai militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli.
Negli atti di indagine i magistrati della Procura di Napoli farebbero riferimento al ”sistema Romeo” inteso come metodo collaudato per ottenere vantaggi grazie alla attività di corruzione di pubblici amministratori.
Gli sviluppi dell’inchiesta sarebbero collegati soprattutto con quanto emerso dalle intercettazioni ambientali effettuate mediante il virus Troian innestato sul cellulare di Alfredo Romeo e di altri indagati.