Amri viveva ad Aprilia: ebbe 12 procedure disciplinari in 4 anni di carcere

Nuovi sviluppi per l’inchiesta su Anis Amri, il terrorista responsabile della strage di Natale a Berlino poi ucciso in un conflitto a fuoco con la Polizia italiana a Sesto S. Giovanni. Nove giorni dopo l’attacco al mercatino natalizio la polizia locale ha arrestato nella capitale tedesca un tunisino ritenuto un contatto di Amri che «potrebbe essere coinvolto nell’attentato». Il suo numero di telefono era infatti memorizzato sul cellulare smarrito dall’attentatore durante l’attacco e ritrovato dagli investigatori poco lontano dal tir che ha provocato la morte di 12 persone. In Italia, i magistrati della procura di Roma hanno invece disposto tre perquisizioni, due delle quali in abitazioni ad Aprilia, in provincia di Latina, alla ricerca di indizi su eventuali fiancheggiatori del terrorista, si legge su “Il Sole 24 Ore“.

Anis Amri trascorse molto tempo ad Aprilia (LT)

In queste due case Anis Amri, secondo quanto accertato dal pm Francesco Scavo, sarebbe passato lo scorso anno, ospite di persone conosciute durante i quattro anni di detenzione in Italia, segnati da un continuo peregrinare da un penitenziario all’altro (ben sette) a causa del carattere violento. Dopo lo sbarco a Lampedusa nel 2011, Amri finisce per la prima volta in un carcere italiano in carcere il 23 ottobre dello stesso anno dopo che, con altri 4 immigrati, appicca il fuoco al centro di accoglienza di Belpasso nel catanese. Colleziona ben 12 procedure disciplinari nei 4 anni di detenzione, è violento, aggressivo, poco religioso ma ad un certo punto incline a comportamenti sospetti, assimilabili a quelli di un soggetto che medita un percorso di radicalizzazione. Per questo si stanno passando al setaccio i nomi e le case dei suoi compagni di cella, ne ha cambiati molti, visto il soggetto turbolento.