Boom di voucher. Il ministro Martina: sono utili, ma vanno riformati

Voucher sì, voucher no. «Gli abusi ci sono stati e ci sono ancora. Sarebbe sbagliato negarlo, per questo bisogna affrontare il tema. Ma più che un dibattito ideologico serve un lavoro di analisi, settore per settore». Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, intervistato dal Corriere della Sera, propone di limitare l’utilizzo dei buoni-lavoro ad alcune categorie: «In agricoltura –  spiega –  la stretta c’è già stata: adesso i voucher possono essere utilizzati solo per studenti, pensionati e persone in cassa integrazione. Credo sia una buona scelta, studiando i numeri potrebbe essere estesa ad altri comparti».

Boom di voucher malgrado gli abusi

Secondo la nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione, redatta da ministero del lavoro, Istat, Inps e Inail, si sta assistendo a un vero e proprio boom dell’utilizzo dei voucher: nei primi nove mesi del 2016 i voucher venduti sono stati 109,5 milioni, il 34,6% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. I voucher riscossi per attività svolte nel 2015 corrispondono a circa 47 mila lavoratori annui full-time e rappresentano lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia.  Lo strumento di per sé è ottimo per far emerge il nero e muovere il mercato del lavoro, se non fosse che molti datori di lavoro hanno fatto i furbetti utilizzando lo strumento del buono al posto dell’assunzione.

Martina: vanno riformati

«Nell’edilizia si può pensare a un superamento complessivo dei voucher, forse è il settore a maggior rischio di abusi», dice il ministro Martina. Rispondendo ad una domanda sul referendum promosso dalla Cgil, che chiede la cancellazione totale dei buoni lavoro, il titolare dell’Agricoltura dice di essere contrario all’abrogazione totale, «la finalità iniziale dei voucher era positiva: hanno fatto emergere una fetta di lavoro nero, ma hanno rischiato di accentuare in alcuni settori la precarizzazione dei rapporti di lavoro. È su questa distorsione che bisogna intervenire». 

La Cgil insiste: vanno aboliti

Il principale sindacato italiano non smette la sua campagna anti-voucher. «Non ci sono vie di mezzo. Vanno aboliti. E se il governo non ha il coraggio di cambiare strada, neanche di fronte al risultato del 4 dicembre, allora ci penseranno gli italiani con il referendum promosso dalla Cgil – taglia corto Maurizio Landini, leader della Fiom – ragionare in termini di correttivi  significa non rendersi conto che i voucher stanno annullando il rapporto di lavoro e diventando una forma di sfruttamento inaccettabile, ormai sotto gli occhi di tutti. Il governo confermerebbe così la distanza con la realtà del Paese». Anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, scende in campo chiedendo di affrontare il tema nell’ambito di una ricognizione sul Jobs Act per vedere che cosa ha funzionato e che cosa invece no.  Ottimista, invece, sui risultati dell’introduzione dei buoni-lavoto, Maurizio Sacconi, «finalmente le fonti istituzionali sul mercato del lavoro hanno prodotto una analisi congiunta che ha saputo combinare dati statistici e amministrativi e che avrà cadenza trimestrale. La novità non è solo tecnica perché ora dovrebbe superare il “casino” prodotto dalla sciocca concorrenza tra le diverse fonti».